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Quando si pescava con l'acetilene

                                                      Giunti quando u soli tuccava i muntagni (all'imbrunire) sul luogo scelto per la pesca - i luoghi "più trafficati" dai dilettanti erano tre: Punta Stroppello (attuale Porto Raphael), Sciaccareddu (a Santo Stefano,tra il villaggio Valtour e gli ex bagni Virginia), fuori della Nafta (a levante di Santo Stefano) i pescatori, generalmente due per barca, accendevano l'acetilene.

  Era una pesca tipica di Alghero, ed era stata importata da alcuni pescatori richiamati nell'Arcipelago dalla pescosità del mare. Zi Franci' Lobrano e Zi Ciccillo D'Oriano, entrambi di origine procidana, nella foto insieme a l vecchio "Pallacannò" (amico di Garibaldi) al timone della barca, piccoli professionisti del settore, erano impareggiabili in quel tipo di pesca: nelle "giornate buone" erano in grado di prendere anche più di cinquanta chili di calamari (il che avveniva tutt'altro che raramente. Inizialmente la fiamma era piuttosto forte, in modo da radunare la "pastura" (connari, sardinelle e altri piccoli pesci) per i cefaloposi che attirati dalla bico e dalla luce non sarebbero tardati a farsi vivi.

  Non appena i primi totani venivano a galla, i pescatori abbassavano la fiamma, i totani andavano verso il fondo ed iniziava la pesca con totanare di 20, 22 metri.

  La totanara era formata da un fuso di circa 6-7 centimetri con il "corpo", la parte centrale, ricoperto da filo bianco e le due estremità di fio nero.

  Questa pesca per "dilettanti" iniziava a tarda primavera (in maggio) e continuava per tutta l'estate. la barca veniva apparagnata, cioè ormeggiata con una mazzera (un peso che veniva calato a fondo per impedire alla barca e tenere così "concentrata" la pastura); appena calava la notte (verso le 20.30) si accendeva l'acetilene e i due pescatori, l'uno sistemato a prua, l'altro a poppa, iniziavano a pescare a picchinu; dopo circa tre ore la barca rientrava a La Maddalena col suo carico di calamari (talvolta anche 20-25 chili.

  Francì Lobrano (consuocero di Ciccillo D'Oriano) si recava più lontano per aver modo di fare due turni di pesca, all'imbrunire e prima dell'alba, così poteva pescare indisturbato dai "dilettanti".

  Per far questo, ormeggiata la barca in una caletta in prossimità del luogo di pesca.

 

Di Antonio Maestrale e Antonio Zonza

Tratto dal mensile "Lo Scoglio" Anno 16 - n.11-12 giugno 2005

 

 

 

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