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Pescatori Pozzolani a La Maddalena:

 A buga (la boga)

  La Boga, (Boops boops, linneo 1758) è un pesce da corpo allungato, con muso breve ed occhi grandi; la bocca è piccola e obliqua, con una serie di denti acuti, può superare i 30 cm di lunghezza, ma è comune tra i 10 e 25 cm, può raggiungere i 500 grammi.

  Il dorso, verde olivastro è coperto dalla linea laterale e color bruno scuro e sui lati del corpo si possono notare quattro strisce gialle; una piccola macchia nera si trova sulla base alle pinne bianche pettorali. La pinna dorsale, dello stesso colore del dorso, è continua ed è composta da una trentina di raggi, tra spiniformi e molli.

  La boga è una specie gregaria dal comportamento semi-pelagico; si nutre di crostacei, alghe piccoli pesci. Si riproduce da febbraio ad aprile nel Mediterraneo orientale e da aprile a maggio nel Mediterraneo occidentale; come molti altri sparidi è in pesce ermafrodita, in genere prima è femmina e poi diventa maschio.

Dove vive

  La Boga vive nei pressi del fondo, generalmente in branchi, lungo la costa rocciosa e sulle praterie di fanerogame; durante la notte sale in prossimità della superficie. Nei mari italiani non si spinge oltre i 250 metri di profondità.

 E' comune nel Tirreno, e in tutto il mar Mediterraneo, nell'Adriatico, nel mar Nero, nell'Atlantico Orientale e nella Manica.

  Pesca

  Nell'Arcipelago è stata oggetto di pesca professionale soprattutto da parte di pescatori pozzolani che adoperavano l'impostata, una rete lunga 2/300 metri con tramaglio e un "velo" alto 6/7 metri. Messa in acqua formava un gigantesco punto interrogativo con l'orsa rivolta verso terra e e l'angina verso il mare aperto. e boghe incontrando l'impostata, seguivano l'angina per finire intrappolate nell'orsa.

  Tempo permettendo ogni imbarcazione faceva due "salpate", la prima a e metà nottata e la seconda poco prima dell'alba.

  La pesca era disciplinata dalla Capitaneria di Porto che stabiliva, a rotazione, dove le barche potevano andare a porre le loro impostate, in totale otto o nove: i luoghi dell'impostata erano fissi: isila dei Barrettini, Spalmatore, nella costa est di Caprera (Cala coticcio, Cala Brigantina, Cala cannuccia).

  Questo sistema di pesca, praticato sino agli inizi degli anni '70, è stata abbandonato sia perché i vecchi pescatori hanno cessato la loro attività, sia perché le barche, più grandi, non permettono di avvicinarsi a riva.

  Partendo da La Maddalena il pomeriggio, le barche giungevano a calare l'impostata all'imbrunire.

  Era un tipo di pesca faticosa (l'unico mezzo di propulsione erano le braccia) ed anche pericolosa, specie in gennaio e in febbraio (a marzo le boghe diminuivano di numero e di peso) le improvvise levate della tramontana (il vento più temuto) i pescatori si rifugiavano con grande difficoltà a Cala Coticcio. Ma non sempre riuscivano a "farla franca". Spesso le barche si frantumavano sugli scogli, e talvolta gli stessi pescatori non riuscivano a salvarsi. Così erano morti i fratelli Grieco, Pietro Romano ed altri.

  Oltre al tempo, i nemici dei pescatori erano i delfini che distruggevano i delicati veli delle impostate. Quando tutto funzionava regolarmente i pescatori rientravano a La Maddalena, nelle prime ore della mattinata, con alcuni quintali di boghe. Erano vendute a una lira, una lira e mezza, due lire(oggi sono vendute a tre, quattromila volte tanto).

Cucina

  Allora l'Isola profumava di boghe arrosto e si vedevano le bottiglie di vino "andare a spasso" quando rientrando a casa, i pescatori prendevano il vino in cantina.

  "Ai ferri" era, ed è, il modo preferito dei maddalenini per cucinare le boghe che private delle branche e dei visceri (senza aprirle per non rovinarle), erano messe sui ferri senza essere squamate, e una volta arrostite si "sgusciavano", si mangiavano freschissime, nella stessa giornata di pesca, non dovevano "arrossire". Era il modo scherzoso cui cui gli isolani indicavano il pesce non più fresco: nella boga fresca, il midollo spinale è blu e arrossisce col passar del tempo, il giorno dopo essere stato pescato.

I pescatori

  I pescatori pozzolani vivevano stabilmente a La Maddalena mentre i ponzesi (i Vitiello i Candido) venivano in Sardegna e nell'Arcipelago per "fare la stagione con le nasse", ad esempio per la pesca delle aragoste. Venivano a rimorchio di un veliero con una lunga fila di barche e dopo la stagione di pesca ritornavano a Ponza con lo stesso sistema.

 

Di Antonio Maestrale e Antonio Zonza

Tratto dal mensile "Lo Scoglio" Anno 16 - n.1/4 gennaio -  febbraio  2005

 

 

 

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