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Data Partito o Movimento Titolo
22 marzo 2007 P.d.C.I. Stato di crisi a La Maddalena

                                               

     A:  On. Giovanni Pagliarini

    Presidente Commissione

     Lavoro alla Camera dei Deputati.

                                    

Oggetto: stato di crisi a La Maddalena

 

 

Caro compagno,

 

con la presente vogliamo confermare la nostra richiesta per un tuo intervento diretto e autorevole riguardo la nostra situazione economica attuale. Come già informato grazie a nostri contatti precedenti, La Maddalena attraversa uno stato di crisi per i motivi ben noti anche a te, i quali ora per ragioni di spazio non vado a elencare specificatamente. Abbiamo deciso di rivolgerci alla tua persona per la tua indiscussa competenza, professionalità e attenzione nei confronti dei problemi del mondo del lavoro, confermato dal tuo prestigioso incarico di Presidente della Commissione Lavoro. Cogliamo l’occasione per congratularci per essere stato particolarmente attento alla piaga del precariato con un apposito emendamento presentato nell’ultima manovra finanziaria. Consapevoli della tua competenza e sensibilità verso l’emergenza occupazione, chiediamo un tuo diretto interessamento riguardo tali vertenze a La Maddalena, tramite un incontro con i lavoratori a rischio, i disoccupati, i marittimi tagliati dalla Saremar, i sindacati di categoria e l’amministrazione comunale, tutti fortemente preoccupati per il loro futuro e la salvaguardia dei loro posti di lavoro. Fino a oggi abbiamo constatato un ritardo da parte del Governo nel prendere le dovute decisioni e questo accresce in tutti noi forti perplessità e delusione. La Maddalena ha bisogno di una immediata riconversione economica in grado di sostituire gradualmente una forte presenza dello Stato in via di smobilitazione e di servitù militari straniere, con il territorio sacrificato alle esigenze strategico-militari. Riassumiamo nei seguenti punti le priorità del paese:

1)      oltre il 20% dei residenti di La Maddalena risulta tra i disoccupati, una percentuale destinata a crescere visto che i giovani usciti dagli studi non hanno nessuna prospettiva occupazionale;

2)      il precariato impera negli Enti pubblici (Comune e Parco), pertanto si attende invano una assunzione a tempo indeterminato dopo troppi anni in queste condizioni contrattuali per andare a coprire i posti vacanti presenti nella pianta organica degli enti pubblici sopra-indicati;

3)      estensione della legge 98/72 per tutti i dipendenti civili italiani della Base Usa di Santo Stefano, tramite un semplice decreto fino a oggi ancora non presentato;

4)      dismissione dei beni demaniali e delle zone che presto lasceranno le servitù americane, non più utilizzate dal Ministero della Difesa, in modo da consentire un loro riutilizzo fondamentale per l’urgente riconversione economica.

 

Vogliamo soffermarci e porre alla tua attenzione in particolar modo quest’ultimo punto: fondamentale per il nostro futuro sarà il destino di quel territorio con le sue strutture esistenti non più utilizzate dalla Marina Militare Italiana e americana. Abbiamo il forte sostegno della Regione Sardegna, della Provincia, dell’amministrazione comunale e ora anche dell’Ente Parco nazionale dell’arcipelago. Tutti uniti per avere il diritto di ricostruire il proprio futuro senza vincoli e condizionamenti dello Stato imposte da sempre sopra le teste dei cittadini, dunque sempre scelte obbligate. Tra queste strutture del demanio riveste una importanza essenziale il futuro dell’Arsenale della marina militare italiana, abbandonato dal ministero difesa oramai da vent’anni, reso improduttivo senza più fornire nessun nuovo posto di lavoro e nell’attesa dello stesso ministero di liberarsi il più presto possibile dei dipendenti rimasti tramite scivoli o pre-pensionamenti. La concessione dell’Arsenale alla Regione in base all’articolo 14 dello statuto autonomo della Sardegna, promessa dal Presidente del Consiglio Prodi e dai leader nazionali in campagna elettorale, seguito da un accordo verbale nell’Ottobre scorso tra Renato Soru e il Ministro della Difesa Parisi, sembrano rimaste solo promesse non mantenute. Per questo motivo chiediamo il sostegno unitario del nostro partito in sede di governo presso la presidenza del consiglio e il ministro della difesa, ribadendo le nostre richieste necessarie per il nostro futuro: non vogliamo interventi tampone o “elemosine” di nessun tipo ma solo provvedimenti definitivi come la restituzione del territorio e delle strutture come L’Arsenale. Le risposte del Governo sono state fino a oggi insufficienti e inadeguate, come pere esempio la solita e inutile “cabina di regia” iniziativa estemporanea di pochi sottosegretari finita nel nulla come ampiamente prevedibile. Abbiamo bisogno di ben altra attenzione e impegni da rispettare, senza ulteriori attese perché il tempo trascorre inesorabilmente insieme all’ansia di un futuro incerto da parte di un isola e dei suoi abitanti che hanno sempre subito impassibilmente scelte in nome di esigenze di stato. Adesso lo stesso stato non può permettersi di abbandonare il paese senza lasciare la possibilità di riconvertire un economia abituata al solo assistenzialismo statale.

In attesa di un tuo riscontro alle nostre richieste, ti ringraziamo  per l’attenzione, e inviamo i più calorosi e fraterni saluti. 

 

 

                                                                 Partito dei Comunisti Italiani

                                            Sez. Che Guevara – La Maddalena

                                                            

                                            (il segretario : Marco Poggi)

   

 

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