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Introduzione Di Gianluca Moro Dedicato ad una cara vecchia amica che non sarà mai vecchia.
Appunti agiografici su Santa Maria Maddalena. Le tradizioni popolari ed il culto nell'Isola che da Lei prende il nome. I festeggiamenti in onore di Santa Maria Maddalena sono l'occasione per la pubblicazione di uno studio legato alla nostra santa patrona, uno studio da sempre ricco e variegato, ma anche, in taluni casi, poco approfondito. Gli autori sono ben conosciuti nell'ambito culturale maddalenino: Antonio Frau, già assessore alla cultura di precedenti amministrazioni, e attualmente presidente del Co.Ri.S.Ma, fa parte di numerose associazioni culturali ed è un appassionato studioso di dell'iconografia magdalenica. Alina Piazza è una valida studiosa della santa evangelica, e agli studi ad essa legati ha legato una parte importante della sua vita. I due studiosi,nel corso degli anni, hanno sviluppato dei percorsi simili, venuti poi in contato attraverso internet e le nuove tecnologie. Questo studio si esplica con due brevi saggi che corrono parallelamente lungo la figura della santa evangelica, ma si differenziano sia nell'approccio metodologico sia negli aspetti tematici. Infatti il testo di Alina Piazza, tratto dal suo intervento al convegno su Maria Magdala, organizzato nel 2003 a La Maddalena, allarga lo sguardo verso una molteplicità di temi: dalla letteratura all'antropologia, dall'esoterismo alla teologia, in un lavoro ricco di interconnessioni fra diversi campi culturali, che ben mostrano l'ampiezza e la versatilità delle sue conoscenze e il suo essere "archeologa" nel profondo e non solo sulla carta. Invece Frau focalizza la sua attenzione sulla tradizione che lega più direttamente il toponimo (cioè il nome del luogo) e, di conseguenza, il culto del quale esso stesso è testimone, alla nostra Isola. Inoltre egli, come insegnante di storia dell'arte, mostra un interesse chiaramente rivolto all'iconografia, cioè a tutto quello che lega l'immagine ad un dato soggetto. La scoperta più interessante nel saggio di Frau, da documentalista, è il collegamento tra alcune carte settecentesche, fra loro inizialmente non correlate, che rappresentano in effetti la prova dell'esistenza popolare del culto di Santa Maria Maddalena già nella piccola comunità maddalenina informazione. Il libro è completato da una ricca raccolta di illustrazioni di iconografia magdalenica e dal testo, riportato integralmente in allegato, del Leggendario delle Vergini, scoperto tra le carte della biblioteca parrocchiale. Esso è la rielaborazione settecentesca della Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine, cioè l'elaborazione letteraria e agiografica dei santi più conosciuti. Questo lavoro è figlio di una ricca stagione di studi isolani su Maria Magdala, una stagione iniziata da alcuni anni e che ha visto succedersi nel tempo molte iniziative, anche ambiziose, sintomo di un nuovo dinamismo in parrocchia: il Museo Diocesano, l'archivio Parrocchiale (in corso di riordino da parte della dott.ssa Alessandra Deleuchi), la pubblicazione de "Il Vento", che da modesto foglio sta diventando un quindicinale molto diffuso e sempre più ricco, la Biblioteca Parrocchiale specializzata in testi a carattere religioso e in particolare nella bibliografia legata a Santa Maria Maddalena, e il Centro Studi con il suo sito internet, vera e propria cinghia di trasmissione che collega gli studiosi locali con le ricerche a livello internazionale. Per quanto riguarda gli aspetti più legati all'arte, ricordiamo la galleria Artemisia, punto di raccolta culturale delle conferenze, tutte di alto livello, organizzate la scorsa estate dall'infaticabile Frau, le mostre sia devozionali che storiche, la collezione Davoli-Frau sempre più ricca, di stampe a tema magdalenico e le scoperte quali la tela, ora restaurata, del Bordignon. Quindi uno studio importante e necessario, che ferma un punto fermo nell'ambito maddalenino e non solo, è che da supporto, scientificamente inattaccabile, alla rappresentazione teatrale "Il miracolo del Principe", che proprio in questi giorni è stata presentata nell'ambito dei festeggiamenti di Santa Maria Maddalena, come fiore all'occhiello e risultato di uno sforzo comune, che ha unito maddalenini per nascita e per scelta. La scelta di drammatizzare in poche scenette la storia della nostra Isola e il suo rapporto con la devozione alla santa nasce dalla consapevolezza dell'immediatezza del linguaggio teatrale, un linguaggio vivo, che riesce a spiegare ciò che potrebbe apparire arduo o difficoltoso. La speranza e che tutto ciò sia di stimolo ad una sempre sempre più attiva presenza nella nostra Isola di quello spirito di servizio e d'amore che Santa Maria Maddalena ha ben rappresentato nei racconti evangelici canonici.
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