Il Caso:

Porto Palma
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Le notizie dalla stampa |
| Caprera dice no al cemento |
| La procura apre un inchiesta |
| Secondo Cino Ricci il molo è in regola |
| Interrogazione di M. Grazia Calligaris |
Le lettere dei lettori
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15 maggio 2005
egregi Signori,
mi chiamo Ezio Savojni e sono di Torino, da alcuni
anni
frequento il centro velico caprera ( CVC) prima
come allievo
poi successivamente come istruttore.
Vi scrivo perchè a parere mio nel vostro articolo
emarginato
vi sono alcune imprecisioni che gradirei
chiariste.
1)mi sembra strano che la procura abbia
immediatamente
deciso che tutto era in ordine, due giorni per
valutare una
situazione così complessa , mi sembrano
decisamente pochi,
così come mi sembrano sorprendentemente brevi i
tempi
burocratici per poter creare un nuovo porto in una
zona protetta di un parco.
2) il vicepresidente del fantomatico Yacht Club
Arcipelago della Maddalena ( YCAM)
è il rivenditore di Mercury, Johnson. ed altre
marche di motori marini, nessuno
dei quali è mai stato montato su una barca a vela,
e gestisce un'offcina di
riparazione/charter/ormeggio a cannigione. Guarda
caso il porto di Cannigione
attualmente è in corso di ristrutturazione e molti
pontili sono stati eliminati
per consentire i lavori, non sarà per caso , che
il sig. Orecchioni abbia cercato
altri sbocchi per il suo lavoro ?. quindi il suo
un'azione con evidenti fini
commerciali.
3) se leggete la presentazione dello YCAM (
www.icam.org) vi renderete conto dei
programmi : bar, ristorante, foresteria, cantiere,
gru di alaggio, 70 posti barca, navetta per
e da Olbia , possibilità di trasporto tramite
ELICOTTERO....come tutto questo si concilii
con la pratica della vela cui i giovani andrebbero
avvicinati, mi resta ignoto.
4) quasi sicuramente il CVC si è trovato "
costretto" ad accettare sinergie a causa di
evidenti pressioni esterne dei " maddalenini"
contro i " milanesi "
5) il fatto che i 2maddalenini2 in 10 anni abbiano
cementificato tutto quanto fosse possibile
mentre il CVC abbia mantenuto intatte le strutture
ed il panorama di porto palma oramai
non interessa più nessuno. per 38 anni siamo stati
l'esempio di come si potesse utilizzare
un pezzo di parco nazionale senza creare danni
alla natura circostante, ancora oggi dormiamo in tukul
di paglia , per non rovinare l'ambiente con
costruzioni in cemento. usiamo i pontili diroccati così
come ci sono stati consegnati dalla marina, con
lievissimi aggiustamenti per renderli agibili.
6) quindi l'opera creata dal YCAM non è destinata
ad essere utile alla comunità ma solo ai suoi
soci che dovranno pagare una tassa d'ingresso di
3.000 euro ed una iscrizione annuale di 1.000 euro.
7) è vero che vi siano in agosto molte barche
ancorate in rada, è vero che tali imbarcazioni, inquinano,
creano problemi alle derive della scuola, che
devono procedere a zig-zag ,ma sicuramente un pontile
per 70 baracche, equivalente a 350 metri di
banchina sicuramente non creerà meno problemi.
8) non è il CVC che sta protestando , in quanto
sembra che i dirigenti abbiano considerato lo
YCAM come " il male minore " evidentemente
sottoposti a pressioni da qualcuno che può farlo, sono gli
istruttori,gli allievi e tanti normali cittadini
che sono insorti, non per difendere interessi commerciali
ma per contribuire alla salvaguardia di porto
palma.
9) non vi è traccia, in nessuna camera di
commercio isolana dei fantomatico Yacht Club Arcipelago Della Maddalena
come mai ? - a chi è stato concesso il permesso di
costruzione del pontile ?
10 ) il presidente del YCAM , ovvero Cino Ricci
ha interessi economici strettamente legati al mondo
delle regate e, guarda caso , è già previsto per
il prossimo anno un passaggio da porto palma del
Giro d' Italia a vela , manifestazione che
interessa quasi solo esclusivamente gli sponsor.
Sembrano tutti disinteressati amanti della vela, e
poi invece saltano fuori interesse economici ben precisi.
Noi come cittadini e come velisti continueremo la
nostra battaglia.
Loro stanno lavorando di notte, in un cantiere non
a norma di sicurezza , per mettere tutti di fronte al
fatto compiuto.
Ognuno di noi è impotente di fronte a che ha i
soldi ed il potere per creare marina in zone protette,
abbiamo sperato nella collaborazione dei media e
delle organizzazioni ambientali.
Scusate se vi abbiamo creato disturbo -
Cordiali saluti
Ezio Savojni
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15 maggio 2005
Salve,
ho letto, non
senza una punta d'indignazione, le dichiarazioni rilasciate dal sig. Ricci
al suo giornale.
Sono un 'non
Maddalenino' ma neanche sono milanese (sono calabrese), e attraverso degli
amici sardi ho potuto conoscere ed apprezzare le meraviglie della Sardegna
e, soprattutto, dell'arcipelago de La Maddalena.
Si, sono anche
un allievo del CVC; ma ora Le parlo da cittadino italiano: sono
profondamente contrario (e contrariato) all'idea che uno Yacht Club venga
creato all'interno del parco.
A scapito di un
ventilato e stuzzicante impatto economico l'impatto antropico per l'isola di
Caprera sarebbe enorme.
Caprera è un
patrimonio di tutti e tutti dovrebbero preoccuparsi di salvaguardarla (con
modi e mezzi democraticamente concordati).
Mi creda, non
voglio buttare nessuno fuori casa, tantomeno gli ospitali sardi della
Maddalena. Anzi, gli auguro che riflettendoci meglio capiscano che il loro
arcipelago è un tesoro da custodire e proteggere con rispetto e dedizione.
E, nei limiti imposti da questo rispetto, sarebbe possibile progettare uno
sviluppo economico e CULTURALE ben più lungimirante e fruttuoso che uno
Yacht Club esclusivo ed elitario.
Vengo da una
terra che è ricca, anche lei, di bellezze naturali e che purtroppo è anche
popolata da persone che non ne comprendono appieno il reale valore. L'ho
dovuta abbandonare per poter lavorare e da quel momento me ne sono
re-innamorato perchè, da lontano, ho potuto distinguere e capire meglio la
sua bellezza e la sua ricchezza.
Nella stessa
misura sono innamorato della Sardegna e di Caprera: mi offende chi dice che
mi oppongo allo yacht club solo perchè sono così presuntuoso ed egoista da
non voler condividere con altri questi tesori.
Mi scusi se
l'ho disturbata con questa e-mail. Ci tenevo solo a farle sapere che
moltissime delle persone che 'si accaniscono contro lo Yacht Club' sono
spinte da amore e non da egoismo.
Distinti Saluti
Costantino
Scozzafava
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12 maggio 2005 Gentili
signori, Edoardo Letto |
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11 maggio 2005
Gent.mi Sigg.i, |
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11 maggio 2005
Buongiorno,
sono una entusiasta frequentatrice estiva di La
Maddalena e una appassionata della bella natura del Parco.
Ho saputo che stanno costruendo un porto
turistico a Caprera, in quel golfo prima di Punta Rossa, Porto Palma.
Come può essere, Caprera non è nel Parco?
Vi ringrazio
Giuseppina Addis
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02 maggio 2005
Egregi Signori,
Vi informiamo che, zitti zitti a Caprera in località Porto Palma
ci sono le betoniere che stanno costruendo un nuovo
yacht club in una zona di parco da sempre inviolabile.
Il centro velico Caprera che dal 1967 gestisce quella zona
di Caprera con lo spirito di chi cerca di proteggere l'area
incontaminata affidatagli, si trova all'improvviso un cantiere
in casa, uno Yacht club creato da Cino Ricci con il
finto scopo di avvicinare i giovani alla vela
senza tenere conto dell'esistente CVC.
leggendo le notizie pubblicate
sembra siano previsti 70 nuovi posti barca un bar / ristorante
una gru d'alaggio per le riparazioni
delle barche dei soci,cui saranno ceduti in via preferenziale
i posti barca suddetti.
vedere www.yacm.org
la reazione degli istruttori CVC è stata violenta e negativa
ma sembrano impotenti contro lo strapotere della burocrazia locale
che evidentemente sembra avere un qualche interesse nella costruzione
di un porto in una zona protetta.
Vi ringraziamo anticipatamente se vorrete dare il dovuto risalto
alla notizia
Ezio Savojni
per un gruppo di istruttori riunitosi in comitato difesa Caprera (
codicaprera@yahoo.it
)
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28 Aprile 2005
Buongiorno, |