| Forti e Batterie |
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Forte Sant'Andrea Costruito, probabilmente, tra il 1787 ed il 1790 periodo durante il quale fu vicerè della Sardegna Thaon di Sant'Andrea, per difendere: - il canale antistante l'isola di La Maddalena e l'isola di Santo Stefano. - la costa dalla Batteria Balbiano fino alla Cala di Chiesa e proteggere il centro abitato dagli attacchi alle spalle. Sotto il comando del Riccio prese parte all'azione militare sferrata dai gallo-corsi guidati da Colonna-Cesari e nelle cui file militava l'allora Luogotenente d'artiglieria Napoleone Bonaparte, il 22-23 febbraio del 1793. La bandiera che si conserva nel salone comunale con la scritta "Per Dio e per il Re vincere o morire" sventolo su questo forte per tutta la durata dei combattimenti, infondendo coraggio e speranza sia ai militari che ai civili impegnati nel combattimento. Attraverso una scala, situata subito dopo l'ingresso, protetto da un tamburo feritoiato, si ascendeva al piazzale superiore. Nella destinazione originaria gli ambienti ivi prospettanti erano destinati: a magazzino, il locale sulla destra del corpo di fabbrica principale, con ingresso autonomo, e a luogo comune (gabinetto). All'interno del corpo principale trovavano posto: l'alloggio dell'Ufficiale Comandante; il locale per il corpo di guardia e un altro piccolo magazzino per le polveri e le munizioni. Sulla muraglia scarpata, nei lati est e ovest, si aprivano due troniere per le bocche da fuoco sussidiarie mentre due piazzole circolari, a nord e a sud, accoglievano i cannoni ruotanti. Come tutte le altre fortificazioni, la struttura, dopo la dismissione, venne venduta a privati i quali la trasformarono, sopraelevando il corpo centrale ed edificando ex novo l'ampliamento del piazzale sul lato est ed il corpo di fabbrica, costituito da una camera e due piccoli locali. Da un disegno, purtroppo senza data, si nota anche la presenza di un forno piuttosto grande, forse attiguo alla cucina. La scala, situata all'interno, nell'ingresso del corpo di fabbrica principale, denota, forse, che la sopraelevazione fu operata subito dopo la dismissione. L'intera struttura è giunta a noi in buone condizioni, nonostante alcuni rifacimenti e sebbene sia stata utilizzata come Carcere Mandamentale fino a poco tempo fa, e poi abusivamente occupata ed adibita ad uso residenziale. Con il progetto di restauro, in fase preliminare, si era previsto di intervenire su tutte le strutture murarie, poiché si presentano in cattivo stato di conservazione. Tutta la cortina, realizzata in conci irregolari di granito a facciavista, verrà consolidata e ripulita da muschi, erbe e intonaci. Il primo piano del corpo di fabbrica principale avrebbe dovuto essere demolito ed i volumi ricomposti sulla scorta dei documenti originali. Per il corretto svolgimento delle nuove funzioni l'intervento prevede: - Il ripristino della scalinata di accesso, dotandola di illuminazione normale e di sicurezza; - la costruzione di spazi espositivi, al chiuso e all'aperto; - la realizzazione di servizi igienici per gli operatori e per il pubblico, divisi per sesso, allacciati alla rete idrica urbana; - un locale per l'addetto alle visite e la guardiania.
Di Pierluigi Cianchetti Tratto dal mensile "Lo Scoglio". novembre 2000
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