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LA STORIA:

Le tappe che portarono a "Sa die"

 


Ecco la cronologia degli avvenimenti che portarono alla storica giornata del 28 aprile 1794. La sollevazione nacque dal rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste autonomistiche dei sardi ma prima di alora il malumore covava da anni sotto la cenere.

1782. La Sardegna conta 436.700 abitanti. Si registrano ribellioni antifeudali a Thiesi, Donigala e Solarussa. Qualche tempo prima a Sassari e in altri centri dell'isola erano scoppiate sommosse popolari per la mancanza di pane. I funzionari del governo piemontese venivano frequentemente accusati di speculare sul prezzo del grano.

1792. Il 19 settembre il governo francese decide l'occupazione della Sardegna e il 29 dicembre le navi della flotta rivoluzionaria compaiono nel golfo di Cagliari. Poco tempo prima, i sindaci di trentun comuni avevano presentato ricorso contro l'eccessivo fiscalismo del marchese di Quirra.

1793. Mentre la nobiltà sarda, preoccupata per l'inerzia del viceré Balbiano, si impegna ad armare a proprie spese quattromila miliziani (clero e commercianti offriranno consistenti somme), l'8 gennaio i francesi occupano Carloforte, il 15 sbarcano a Sant'Antioco senza tuttavia riuscire ad invadere la Sardegna. A Parigi intanto (il 21 gennaio) viene decapitato il re Luigi XVI: la regina morirà sul patibolo il 16 ottobre. Il 22 gennaio la flotta francese ricompare nel golfo di Cagliari, il 28 la città viene bombardata ininterrottamente dalle 8 del mattino alle due del pomeriggio e a metà febbraio i franco corsi sbarcano al Margine Rosso: una colonna si dirigerà verso Quartu, un'altra verso Cagliari.

Il 15 febbraio Cagliari viene bombardata per 12 ore. Nella notte, scontro a San Bartolomeo fra sardi e francesi. I primi riescono ad aver la meglio, i francesi sbandano e tornati al Margine Rosso chiedono di essere reimbarcati minacciando d'impiccare i loro ufficiali. Il 20 febbraio la flotta francese lascia il porto di Cagliari e il 22 febbraio Napoleone Bonaparte partecipa alla spedizione contro La Maddalena ma l'assalto fallisce per la resistenza degli isolani.

Nell'aprile dello stesso anno, i sardi, su invito del re che vuole premiarli per la vittoria sui francesi, danno l'incarico a sei deputati di presentare al re la richiesta di rimettere in vigore gli istituti autonomistici.

1794. Il viceré, informato di una sommossa preparata per l'espulsione dei piemontesi dopo che i sardi si erano visti negare l'accoglimento delle loro proposte, ordina l'arresto degli avvocati di Cabras e di Efisio Luigi Pintor Sirigu. A questo punto l'intera popolazione insorge e dopo essersi resa padrona della città, chiede la partenza di tutti i piemontesi, nizzarsi e savoiardi, viceré compreso. I forestieri imbarcati a Cagliari saranno in tutto 514. Anche dalle altre città e paesi i "piemontesi" verranno espulsi.

1795. Il 6 luglio, la popolazione è esasperata per il comportamento del ministro Galli e per le misure di sicurezza che vengono prese dal generale delle armi. Nel primo pomeriggio scoppia la rivolta: Pitzolo è catturato dal popolo e mentre viene portato al carcere di San Pancrazio, viene ucciso. Tra agosto e dicembre, a Cagliari i democratici si riuniscono in quattro club che hanno sede in casa di Angioy, nel collegio dei nobili, nel giardino di Palabanda dell'avvocato Cadeddu, in casa del canonico Cossu. Angioy e la sua battaglia antifeudale saranno protagonisti nei mesi successivi che dopo molti successi verrà sconfitta a metà del 1796. Il 21 giugno di quell'annoi inizieranno i processi contro di lui e i suoi seguaci. Sei verranno impiccati, altri dimenticati in carcere senza processo, altri costretti per sempre a vivere alla macchia.

 

 

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