In questa pagina verranno raccolti gli articoli più interessanti tratti dagli altri Organi di Informazione locale
| Lo Scoglio | Il Vento | Uomini domani |
|
20 aprile 2005 "Vediamoci Chiaro" risponde al "cocis" Maia Maiore afferma che con i lavori previsti a Santo Stefano renderanno questa Base "la piu’ grande base USA di supporto logistico e per sommergibili a propulsione nucleare del Mediterraneo", una considerazione cosi’ non merita neanche una replica ma semplicemente, l’invito all’autrice a recarsi a Sigonella oppure a Napoli, per capire cosa significhi Base logistica. Nell’articolo si legge che secondo uno studio del 1981 (fatto da chi?) sembrerebbe che la base sia costata al Comune di La Maddalena, una cifra intorno al miliardo e mezzo di Lire. Poiche’ non siamo a conoscenza di mutui richiesti dal Governo Americano al Consiglio Comunale di La Maddalena, invitiamo la Signora Maiore a mostrarci la copia del contratto, di cui sara’ sicuramente in possesso. Ancora, "gli americani non pagano i parcheggi a pagamento e non sono soggetti al nostro codice stradale", personalmente non credo che il Signore Cherchi, gestore dell’unico parcheggio a pagamento dell’isola, permetta a chicchessia di usufruire dello spazio gratuitamente, comunque se esiste un accordo privato fra Cherchi e il Comando Americano che prevede l’esezione per gli Americani dal pagamento del parcheggio, credo siano problemi del gestore e non del Co.Ci.S., in merito invece al codice della strada e’ giusto fare alcuni chiarimenti: quasi tutti i giorni si notano i vigili municipali che notificano decine di infrazioni per divieto di sosta davanti alla Base Usa alle auto targate AFI, ebbene, le multe fatte agli Americani hanno addirittura un doppio effetto, cioè oltre rappresentare una sanzione pecunaria obbligatoria rappresentano la revoca al diritto del contravventore all’utilizzo dei buoni benzina. Continuando a leggere scopro che gli Americani avrebbero dei negozi a Santo Stefano (?) e che non li si vede mai nei ristoranti. Giusto per fare chiarezza, a Santo Stefano non esiste nessun negozio e non lo dico per sentito dire, ma perche’ sull’isola ci lavoro, per quanto riguarda la loro presenza nei Ristoranti, cosi’ come nei Bar, studi fotografici, negozi di abbigliamento, panetterie, negozi di oggettistica, enoteche, negozi di dischi, gioiellerie, negozi di elettrodomestici, ecc., be’, provate a chiedere ai proprietari dei negozi se sono favorevoli o contrari alla presenza della Base. Secondo la scrivente, gli Americani avrebbero un progetto approvato per 50.000 metri sull’isola di La Maddalena, potrebbe, gentilmente la Signora Maiore, fornirci i dettagli della concessione edilizia rilasciata dal Comune di La Maddalena al Governo Americano? Perche’ sinceramente una notizia cosi’ importante ci e’, purtroppo, sfuggita! Una parte significativa dell’articolo è quella dove si sostiene che a La Maddalena c’è una carenza mostruosa di posti barca e manca lo spazio per fare un porto e perche’ gli Americani avrebbero occupato la costa davanti alla Base di Santo Stefano, continuando, la Signora Maiore sostiene che i maddalenini devono chiedere il permesso per andare a Caprera e sono costretti a mostrare il documento alla Capitaneria di Porto. Forse l’autrice del pezzo no si è resa conto che il posto in cui vive è un’isola, con decine di chilometri di coste! Come si può sostenere che non ci sia il posto per fare un Porto? Che io sappia non esiste un metro lineare in tutta l’isola di proprietà degli Stati Uniti, men che meno la zona a cui si fa riferimento che continua ad essere ad uso esclusivo della Marina Militare Italiana. Vado a Caprera piu’ o meno due volte la settimana e non ho dovuto mai chiedere il permesso a nessuno ne tantomeno mostrare ildocumento alla Capitaneria, ma se lo scopo di queste baggianate e’ quello di dare la colpa agli Americani, faccia pure. Il centro di talassoterapia non è stato fatto semplicemente perchè da circa venti anni abbiamo una classe politica ignobile, mentre per quanto riguarda la Coppa America è superfluo ricordare che quest’isola e’ assolutamante priva delle strutture necessarie per un’evento di tale portata e questo non per la presenza USA ma per l’incapacita’ amministrativa succitata. Mi spiega cosa c’entra l’alcolismo e la tossicodipendenza con la Base USA? Ma ora viene il bello. Cito testualmente: La Base da lavoro a 180 maddalenini , assunti per la maggior parte con contratti capestro, che per mettersi in malattia devono chiedere le ferie o licenze. Mi segua attentamente, Signora Maiore. Lavoro dal 1996 alla Base USA con la qualifica di impiegato e il mio contratto di lavoro e’ assolutamente identico a quello di tutti i miei colleghi. Percepisco uno stipendio netto mensile di 1,400 euro per 14 mensilita’ all’anno, ho diritto a ventinove giorni di ferie all’anno piu’ 22 giorni festivi infrasettimanali fra Italiani e Americani. Posso usufruire di sei mesi di malattia retribuita al 100% piu’ sei mesi al 50%al termine di questo periodo e’ sufficiente rientrare al lavoro per trenta giorni per poi ripartire con altri 6 mesi al 100% e 6 mesi al 50%. Per quanto riguarda le assenze per malattia inferiori a tre giorni, siamo l’unica categoria in Italia a non dover presentare nessun certificato medico ma semplicemente una autocertificazione. Questo secondo lei e’ un contratto capestro? Le do un consiglio, la prossima volta che si sente in vena di esternazioni, prima di farlo si documenti per bene, perche’ potrebbe correre il rischio di rifare figure meschine come questa. A medas annos Marco Terrazzoni |