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SABATO, 11 OTTOBRE 2003
 
Il presidente della Regione dice no all’ampliamento della base Usa
Lettera al premier: «Il governo riesamini e annulli la decisione»

 CAGLIARI. La giunta regionale di centrodestra dice no al governo di centrodestra sui lavori di ampliamento (52mila metri cubi per una spesa di 37 milioni di dollari) della base militare statunitense della Maddalena. Uno «strappo» fino a ieri inatteso: la decisione del ministro della Difesa, Antonio Martino, era nota da diversi giorni, e l’esecutivo guidato da Italo Masala era stato criticato dal centrosinistra e dalle associazioni ambientaliste per la sua inerzia.Il Presidente della Regione Sarda Italo Masala
 Ed è uno strappo che probabilmente non resterà indolore, soprattutto all’interno di Alleanza nazionale, viste le dichiarazioni (riportate a fianco) del sindaco della Maddalena, Rosanna Giudice, di An come il presidente della Regione. La nota di Masala è stata inviata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al vicepresidente Gianfranco Fini e allo stesso ministro Martino «per ribadire - si legge in un comunicato stampa - che la Regione Sardegna non condivide le decisioni del ministero comunicate nei giorni scorsi e chiede da parte del Consiglio dei ministri il riesame, confidando nel suo annullamento. Si chiede inoltre che sino al pronunciamento in sede di riesame del Consiglio dei ministri la decisione del ministero della Difesa venga sospesa».
 In serata il ministero della Difesa ha replicato che il progetto per la ristrutturazione della base Usa «non prevede alcun tipo di lavori di ampliamento dell’area attualmente in uso». Gli interventi previsti, sostiene il ministero, «riguardano soprattutto opere di bonifica ambientale rispetto a manufatti che, realizzati circa 30 anni fa, sono divenuti ormai fatiscenti. In particolare le realizzazioni non comporteranno né incrementi di attività operativa, né del personale destinato alla struttura».
 Trent’anni - poco più di 31, per la precisione - è l’età della base statunitense dislocata tra l’isola di Santo Stefano (dove è ormeggiata la nave appoggio per i sottomarini nucleari della Us Navy) e il centro abitato della Maddalena. Una base realizzata grazie a un accordo che è uno dei segreti meglio custoditi della politica italiana e della diplomazia internazionale: firmato a Washington nel 1972 dal governo Dc-Psdi-Pli guidato da Giulio Andreotti, mai ratificato dal Parlamento e quindi, secondo molti autorevoli giuristi, costituzionalmente illegittimo.
 «Il ministro Martino nei giorni scorsi - si legge ancora nel comunicato della Regione - aveva inviato una nota al presidente della Regione, al commissario del governo, all’ufficio territoriale del governo e al Comando militare marittimo, nel quale si evidenziava che nonostante la mancata approvazione da parte del Comitato misto paritetico, pur nella attenta considerazione delle motivazioni poste a base dei pareri contrari, si rappresentava la necessità di procedere alla realizzazione dei lavori definiti “urgenti, indispensabili e indifferibili”. Nella nota si faceva riferimento inoltre ad aspetti riguardanti la sicurezza e la conformità delle opere agli accordi internazionali sottoscritti dall’Italia. Il ministro si avvaleva quindi della facoltà prevista dalla legge 24 dicembre 1976 numero 898 e autorizzava, comunque, l’esecuzione dei lavori previsti dal progetto Usa». Uno schiaffo all’autonomia regionale che non è stato evidentemente gradito.
 Nel comunicato emesso ieri sera dal ministero della Difesa si legge che l’esecuzione dei lavori, prosegue il ministero della Difesa, «è stata giudicata urgente in relazione all’esigenza improcrastinabile di adeguamento alle norme di legge vigenti, segnatamente per quanto attiene al livello di sicurezza ed alla protezione fisica del personale militare e civile che lavora nell’area, anche in chiave antiterroristica e nel rispetto della salvaguardia ecologico-ambientale». Per la banchina a mare, «il progetto non prevede alcun potenziamento, bensì la sostituzione di quella esistente con altra più moderna e funzionale, egualmente flottante, peraltro di dimensioni molto più ridotte. Giova infine precisare che l’intero progetto ha trovato il competente parere favorevole della Soprintendenza per i beni e le attività culturali di Sassari». (r.att.)
 
 

 

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