LA MADDALENA.
Quando il segreto diventa una condizione di normalità, è inevitabile
che il sospetto si trasformi in una regola. E - almeno questo non è un
segreto - alla Maddalena niente è più normale del segreto. Basti
pensare che, dopo ben 31 anni, è ancora impossibile conoscere il
contenuto dell’accordo che consentì la nascita della base navale
americana a Santo Stefano.
Ma è addirittura un segreto anche il cosiddetto “piano
d’emergenza”, che dovrebbe scattare in caso di incidente nucleare.
Come dire: nella malaugurata ipotesi si verificasse una fuga
radioattiva dalla base americana, alla Maddalena nessuno sa come deve
comportarsi, quali cautele deve adottare e cosa deve fare per ridurre
i rischi di contaminazione. L’assurdo è proprio questo: pare che la
cosa più importante sia non tanto l’esistenza di un piano d’emergenza
che dovrebbe garantire e tutelare la popolazione civile, ma che questo
piano sia un segreto.
Altro esempio. Quando nell’aprile del 2001, dopo una complicatissima
indagine della Dia, la procura di Torino fece arrestare il petroliere
russo Alexander Zukhov per un colossale traffico d’armi, si cercarono
le duemila tonnellate di fucili mitragliatori e razzi, sequestrate nel
marzo del 1994 nello stretto di Otranto. Si disse che quella
impressionante quantità di armi fosse custodita in un deposito in
Sardegna. Le autorità militari negarono con decisione. Ma qualche
giorno dopo gli uomini della Dia entrarono nelle gallerie di Santo
Stefano e fecero l’inventario: 30 mila kalashnikov, 400 missili
filoguidati Fagot, 48 postazioni missilistiche, oltre 5 mila razzi
katjuscia, 10 mila razzi anticarro, 5 mila spolette per armare razzi e
quasi 35 milioni di cartucce. Sì, le armi erano proprio lì. Perché,
dunque negare? Forse proprio perché nell’arcipelago maddalenino il
segreto è una surreale condizione di normalità. Non vogliamo pensare
che qualcuno pensi che Santo Stefano non faccia parte della Sardegna e
dell’Italia...
Per concludere: la rete di monitoraggio ambientale, che dovrebbe
verificare un possibile inquinamento radioattivo, non funziona perché
la Us Navy non ha mai consentito il posizionamento della centralina
vicino alla base. Perché? Ma perché è un segreto. Semplice, no? (p.m.)
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