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SABATO, 11 OTTOBRE 2003
 
Il sindaco: fingono che io non esista
Rosanna Giudice favorevole a opere legate alla sicurezza

Il Sindaco di La Maddalena - Dott.ssa Rosanna Giudice LA MADDALENA. Il sindaco Rosanna Giudice si mostra sbalordita per la presa di posizione del presidente Masala, suo compagno di partito in An. «Anche perché - dice - se ne poteva parlare prima. La Regione spesso e volentieri rimane in “sonno” e ora esce in maniera eclatante». Il sindaco ammette che l’operazione avviata ieri da Masala può essere anche importante, ma si dice «curiosa» di sapere che cosa ne pensa invece il ministro. «Tutto questo mi mette in difficoltà», aggiunge.
 Il sindaco aveva già fatto al ministro Martino alcune richieste, quando era venuta fuori la notizia del potenziamento militare della base americana, con otto sottomarini e 3500 uomini in forza. Riferendosi poi all’ampliamento della base, per quanto riguarda il discorso non di ristrutturazione, ma di abbattimento degli edifici fatiscenti, il ministro era favorevole. Ecco perché il sindaco critica la posizione del presidente della Regione.
 Rosanna Giudice è un fiume in piena: «Meno male che ho sempre sostenuto il no al rinforzo militare. Ma non credo che questo disagio lo senta solo il sindaco della Maddalena. Mi sembra, come persona e non come militante di An, di poter dire: “Ma quanto gliene è importato di Rosanna Giudice a tutta questa gente? Ma quanto gliene è fregato di conferire con il sindaco?” Questa è la domanda che faccio e il disagio che provo. Per me questa decisione può essere definita “fuga in avanti”, ecco perché mi ha lasciato stordita e anche delusa».
 Il sindaco ripete ancora di essersi battuta per evitare il potenziamento militare, mentre è favorevole a un discorso di maggiore sicurezza: «Ora stranamente tutti si elevano a paladini della città bypassando il pensiero del sindaco, perché sembra che in questo paese il sindaco non ci sia. Certo, la delusione è tanta perché ci sono posizioni e operazioni delicate, perché entra in ballo il governo, perché l’idea di mandare in sicurezza quella zona nel rispetto dell’ambiente non la cambierò mai. Quella zona è un casino, badate che ci lavorano anche i nostri concittadini. Allora, rivediamo bene il progetto, perché io rimango sempre su questa posizione. No all’ampliamento militare. Sì alla sicurezza».
 Una lettera contro l’ampliamento della base americana era stata inviata anche da Angelo Bifulco, membro del Comitato paritetico per le servitù militari, che si dice più che contento di una decisione del genere, da parte di Masala, anche perché un’imposizione di questo tipo è inaccettabile per i maddalenini, per i galluresi e per tutta la Sardegna: «Spero che dopo questa decisione da parte del centro-destra ce ne siano ancora altre, perché le cose storte sono tante».
 Pier Franco Zanchetta, capogruppo dei Ds, dice: «Esprimiamo apprezzamento per l’iniziativa del presidente Masala e per le forze politiche del centro-sinistra che hanno sostenuto la nostra battaglia di principio sulla illegittimità di questa scellerata decisione del ministro Martino. Il ricorso al Consiglio dei ministri da parte della Regione è la dimostrazione che avevamo ragione noi, che siamo stati i primi a sollevare il problema della smisurata espansione americana nel territorio dell’arcipelago della Maddalena. Questo è il primo passo per fermare altre migliaia di metri cubi nell’isola madre targati Us Navy, che impedirebbero e negherebbero ogni tipo di sviluppo alternativo alla monocultura militare. È una vittoria dei maddalenini e di tutti i sardi, ma una sconfitta cocente per l’amministrazione Giudice che aveva detto sì al raddoppio della base americana senza calcolarne i rischi economici, sociali e sanitari, ma, facendo solo calcoli di bottega legati agli interessi particolari di qualcuno».
 La giunta e la maggioranza dovranno quindi spiegare ai cittadini, riprende Zanchetta, il perché di una scelta così sciagurata: «Con il ricorso della Regione si apre un tavolo istituzionale importante per trattare di nuovo sulla presenza americana, a partire dallo stato attuale e non dal raddoppio della base, per valutare con attenzione l’attuale rapporto costi-benefici per la comunità maddalenina e galluresi».
Andrea Nieddu
 
 

 

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