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La Nuova Sardegna

| DOMENICA, 02 NOVEMBRE 2003 |
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Il falso bang secondo i sardisti
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Sardigna Natzione e Psd’Az
sull’esplosione a Santo Stefano |
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LA MADDALENA.
La Federazione di Gallura del Partito sardo d’Azione e la
struttura provinciale della Gallura di Sardigna Natzione, hanno
espresso in un documento comune «la loro solidarietà al consigliere
comunale della Maddalena Stefano Filigheddu, condividendone l’azione
politica, rivolta a chiarire i risvolti oscuri che avvolgono “il caso
Santo Stefano”».
«Le recenti giustificazioni sullo spaventoso boato avvertito su tutto
il territorio circostante da parte delle autorità militari della base
di Santo Stefano, e del prefetto di Sassari sono una palese presa in
giro ai sardi», scrivono i due movimenti. «Prima ci hanno comunicato
del “Bang” di un aereo supersonico, e successivamente di un
improbabile terremoto, peraltro avvertito dagli strumenti solo dopo
alcuni giorni».
«A proposito, ma la Sardegna non era asismica? Francamente, qualunque
sia la verità - continuano Psd’Az e Sardigna Natzione - è la
dimostrazione che la base nucleare di Santo Stefano è pericolosa, e
inoltre è una minaccia seria per la sopravivenza non solo
dell’economia turistica del territorio stesso, ma anche per la
sopravivenza di tutto il popolo sardo». Per le due sigle il rischio è
che sia compromesso «l’avvenire turistico dell’arcipelago maddalenino
con l’ingombrante presenza militare americana. Pericoli di carattere
sanitario per eventuali fughe radioattive, di incidenti sui
sommergibili a testata nucleare, risultati allarmanti per l’aumento di
malattie neoplastiche (cancerogene). In ogni caso, se fosse terremoto,
e se si ripetesse a gradi più elevati, che ne sarebbe di tutto
l’arcipelago maddalenino e dei sardi tutti visto che non si fa mistero
che nella base americana ci sono le bombe atomiche? Insomma quelle
vere, come quelle di Nagasaki e di Hiroshima, che a distanza di 58
anni continuano a uccidere la popolazione con mali come la Leucemia
(cancro del sangue) e a far nascere dal ventre delle madri bambini
deformi o già condannati da mali pressoché incurabili». «Una
esplosione atomica nella base di Santo Stefano - scrivono Psd’Az e
Sardigna Natzione - trasformerebbe la Sardegna in una terra da “Day
After”, il famoso film che mostrava le nefaste conseguenze di una
guerra nucleare, cioè scomparsa della vita in tutte le sue forme».
I due partiti affacciano una proposta, a questo punto del documento:
«Da parte loro i firmatari di questo comunicato, pensano che la stessa
esistenza della base Usa possa essere oggetto di referendum le cui
firme verranno raccolte dai due partiti, in modo che tutti i sardi si
pronuncino e si riprendano la sovranità sul loro territorio, occupato
da militari stranieri per decisioni dello stato italiano che non ha
chiesto il parere né alle istituzioni regionali e tanto meno al popolo
sardo, sia nel lontano 1972 ad opera dell’allora governo Andreotti, né
tanto meno ora da parte del governo Berlusconi per mezzo del ministro
Martino».
L’ultimo riferimento alla politica regionale: «Tutto questo si
consuma mentre nei palazzi di Cagliari si discute del sesso degli
angeli, cioè della difficile arte della conservazione della poltrona,
o della maniera di assegnare pensioni da nababbi per invalidità da
politica e altre diavolerie lontane anni luce dalla povera gente,
disoccupati oltre il 20% (alias gente sul lastrico), povertà sotto i
livelli di miseria mai visti in tali proporzioni da trentanni a questa
parte. Ma dove sono i nostri rappresentanti e i governanti che si
dovrebbero occupare della “cosa pubblica” cioè del benessere di tutti,
diciamo tutti, di tutti i sardi?».
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