La Nuova Sardegna 
| GIOVEDÌ, 13 NOVEMBRE 2003 |
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«Perchè ci hanno
tenuto all’oscuro?» |
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La Maddalena si interroga sul
misterioso caso del sottomarino nucleare |
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| ANTONELLO SECHI
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LA MADDALENA. L’Hartford è nell’arcipelago, nascosto alla vista
dei maddalenini dalla nave appoggio “Emory Land”. Lo scontro del
sommergibile Usa contro una secca a largo della costa gallurese
avrebbe danneggiato in particolare il timone di profondità. L’Us Navy
assicura che non ci sono stati danni al propulsore nucleare. Anche
alla Prefettura di Sassari, dove hanno appreso dell’incidente solo
l’altro ieri, assicurano che non c’è stato inquinamento radioattivo.
Ma alla Maddalena la preoccupazione è grande. Dicono: «Perché l’hanno
nascosto?».
Bisogna fare un lungo giro in mare o infilarsi nei sentieri di
Caprera per vedere la torre di un sommergibile, seminascosta da
pannelli antinquinamento, che emerge dall’acqua accanto alla nave
appoggio. Non può che essere l’Hartford: l’Us Navy afferma che è
ancora a Santo Stefano per una riparazione sommaria.
L’incidente, tenuto nascosto per settimane, impressiona i maddalenini
e scatena proteste e reazioni, non solo in Sardegna. A metà mattinata,
nelle edicole dell’arcipelago non c’erano più giornali e c’è stato chi
ha appeso fotocopie sulla vetrina del negozio. Anche il sindaco, che
l’altro ieri negava, si è convinta che è successo qualcosa. Ieri, era
a Sassari, in prefettura. Mentre alla Maddalena l’opposizione Ds ne
chiedeva le dimissioni (vedi sotto), ha dettato un telegramma al
presidente del Consiglio e ai ministri della Difesa e dell’Interno.
Rosanna Giudice chiede un comunicato del governo sulla vicenda.
Intanto, parla con ottimismo di danni lievi, ovvero di «alcuni graffi
allo scafo» del sommergibile americano.
Quei “graffi” hanno procurato danni tali che non hanno ancora
consentito all’Hartford di prendere il largo verso la base navale di
Norfolk (Virginia), dove dovrà essere riparato. Secondo il telegramma
del sindaco, se li è procurati contro la secca delle Bisce, davanti
alla Costa Smeralda, qualche miglio a sud degli scogli dei Monaci
contro i quali è naufragata la Moby Magic.
L’Us Navy ha indicato genericamente il «canale a est dell’isola di
Caprera». Lo ha fatto parlando con la stampa Usa, dalla quale è
trapelata la notizia dell’incidente che altrimenti per sardi e
maddalenini sarebbe rimasto segreto.
Alla Maddalena, i militari Usa preferiscono non parlare della
vicenda, tantomeno il commodoro Greg Parker (vedi sotto) silurato
insieme a Cristopher Van Metre, il comandante del sommergibile che
dall’8 novembre è stato affidato al capitano Mike Mckinnon. Così è
ancora dalla stampa Usa che si apprendono anche la data e l’ora
ufficiale dello scontro con la secca: il 25 ottobre alle 12.40,
secondo quanto risposto ai cronisti del “The Day” di New London (Connectitut)
dal portavoce della Sesta Flotta, il cui comando è a Gaeta, vicino a
Napoli.
La prefettura conferma questa ricostruzione. «Quando i sommergibili
Usa entrano o escono da Santo Stefano - spiegano a Sassari - hanno due
scorte italiane: quella anticollisione della Guardia costiera e quella
di sicurezza delle forze dell’ordine». Dai registri, insomma, risulta
che qul giorno il grande sommergibile a propulsione atomica della
classe Los Angeles è uscito e rientrato dalla base maddalenina nel
giro di poche ore.
La data esclude collegamenti con il grande botto e la scossa sismica
del 20 ottobre. Alla Maddalena c’è chi continua a nutrire dubbi e a
parlare di date diverse.
Ma anche chi non contesta la versione ufficiale si preoccupa. Due
assessori della giunta di centrodestra, Claudio Tollis e Tommy Gallo,
si scandalizzano per aver appreso la notizia dalla stampa e con tanto
ritardo. «Qui c’è di mezzo la salute nostra e dei nostri figli», dice
il primo. Entrambi chiedono un consiglio comunale aperto ai cittadini.
A metà novembre 2002, a Santo Stefano trovò riparo l’Oklahoma City,
gemello dell’Hartford, entrato in collisione nel Mediterraneo con un
mercatile norvegese. Anche il quel caso, della presenza alla Maddalena
si è saputo con settimane di ritardo.
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