| La Nuova Sardegna |
| GIOVEDÌ, 13 NOVEMBRE 2003 |
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LE REAZIONI
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Il ministro manda gli ispettori
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ROMA.
Ha scatenato reazioni a catena la notizia
dell’incidente del sommergibile nucleare. E’ arrivata fino a Roma, e
ha coinvolto partiti e associazioni ambientaliste. «E’ un fatto grave,
anche se per fortuna possiamo dire che non ci sono state conseguenze,
stando a quel che al momento sappiamo». Chi parla è il ministro
dell’Ambiente Altero Matteoli che ha inviato a Caprera un funzionario
dell’Agenzia per la protezione ambientale per verificare le
conseguenze dell’accaduto. In zona opera inoltre il Centro di
monitoraggio di Capo Caccia, anch’esso subito attivato: «Sarebbe da
incoscienti - dice Matteoli - se non fossimo preoccupati. Ma a questo
punto sarebbe necessario un intesa tra le parti (Italia e Usa) per lo
scambio di informazioni nel momento in cui avvengono incidenti di
questo tipo».
Il capogruppo della Margherita in Commissione Difesa, Giuseppe
Molinari ed il verde Paolo Bulgarelli hanno presentato due
interrogazioni al ministro della Difesa, Martino per avere chiarimenti
sull’incidente.
E il deputato ds Francesco Carboni ricorda che il suo gruppo ha
presentato ben tre interrogazioni in merito alle decisioni del Comando
Militare Americano ed anche del nostro Ministero della Difesa che
porterebbero al raddoppio dell’insediamento delle strutture militari
americane nell’isola della Maddalena: «Il governo deve garantire
sicurezza».
«L’incidente del sottomarino nucleare americano all’Arcipelago della
Maddalena ripropone il tema della compatibilità di attività e presenze
potenzialmente molto pericolose nelle aree sensibili del
Mediterraneo», affermano, da parte loro, Fai, Greenpeace e Wwf
ricordando che «l’Arcipelago della Maddalena, oggi Parco Nazionale, è
riconosciuto a livello internazionale come area particolarmente
sensibile per la Convenzione di Barcellona».
«Non basta più la preoccupazione - conclude Luigi Cogodi, capogruppo
di Rifondazione comunista in consiglio regionale -. E neppure la sola
denuncia. Quando accade che un sottomarino nucleare subisce gravissimi
danni (per errore di manovra dicono) a ridosso dell’arcipelago della
Maddalena, serve una contestazione politica ferma, radicale e
risolutiva, perchè tutte le armi approntate per lo sterminio di massa
siano eliminate dalla Sardegna ed anche dalla faccia della terra».
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