14 novembre 2003
COMUNICATO STAMPA
14 NOVEMBRE 2003
INCIDENTE A
SOMMERGIBILE U.S.A - ISOLA DELLE BISCE
Sindaco dott.ssa Rosanna Giudice
Come Sindaco di questa
Città, esprimo innanzitutto, a nome e per conto dell’Amministrazione
Comunale – ma mi sento di poter aggiungere – a nome, anche, e per
conto di tutti i partiti e gruppi politici presenti in Consiglio
Comunale, di destra, di centro o di sinistra, un profondo cordoglio
misto ad un senso di sgomento per il vile, efferato e drammatico
attentato perpetrato dal commando suicida arabo in Iraq, contro il
distaccamento dei nostri carabinieri, dei nostri fanti della Brigata
Sassari e del personale civile che collaborava, d’intesa con le
Nazioni Unite, per costruire una nuova pace, per ristabilire
l’ordine e la democrazia, in un paese distrutto da una guerra a cui
l’Italia non aveva partecipato.
La drammaticità
dei fatti che sono giustamente davanti agli occhi di tutti, grazie
all’attenzione posta da tutte le televisioni nazionali e
internazionali, ci fanno comprendere come sia difficile, talvolta,
operare in maniera disinteressata e infaticabile per il bene comune,
senza comunque rimanere esposti, sempre, all’imponderabile, come
pure alla imprevedibile cinica follia di chi persegue finalità
differenti.
Se il caso,
immensamente più drammatico e terrificante della strage dei nostri
carabinieri, dei nostri fanti della Brigata Sassari e del personale
civile che con loro collaborava, è riconducibile ad una cinica e
brutale follia di frange guerrigliere, un incidente imponderabile
quanto banale – dovuto ad errore umano - come quello occorso al
sottomarino a propulsione nucleare americano sugli scogli delle
Bisce, a sud-est dell’estuario maddalenino, (che fortunatamente non
ha avuto conseguenze apprezzabili), rischia di destabilizzare
comunque il quadro politico-amministrativo di questa Città, con le
paure che a livello popolare ridesta, con le legittime
preoccupazioni che alimenta…
Di queste
preoccupazioni, una su tutte deve essere chiara: il Sindaco Rosanna
Giudice, che fino a prova contraria non ritiene di avere una
delega-a-metà, per quanto sia convinta di amministrare una Città
civile, deve suo malgrado fare i conti con una Città militare, che
troppo spesso sa e tace, che comunica quando ne ha voglia, che mette
le istituzioni democraticamente elette, nella condizione di sapere
ciò che avviene in ambiti di propria pertinenza, con una
discrezionalità che non può essere in alcun modo tollerata.
Ho già detto e
ribadisco di avere appreso dell’incidente al sottomarino USA nel
corso di una seduta del Consiglio Provinciale, per una telefonata
del corrispondente Andrea Nieddu, che mi citava un comunicato ANSA.
Ho già detto e
ribadisco che la notizia, proprio perché così delicata, mi sembrava
una bufala, tanto era assurdo apprenderla in quel modo, dopo aver
avuto contatti in mattinata con la Prefettura e addirittura il
giorno prima con le massime autorità della Marina Militare in
Sardegna, in questo stesso ufficio.
Mi sono allora
ripresentata dal sig. Prefetto, il quale, dopo un serrato colloquio
con Enti a me ignoti, ma che posso immaginare, mi ha riferito che la
notizia era vera, ma che negli ambienti militari era stata taciuta,
in Italia, perché come conseguenza aveva avuto soltanto qualche
lieve ammaccatura allo scafo del sottomarino.
La gravità di questo
fatto, in linea di principio, la lascio comunque giudicare a voi. Ho
puntato i piedi e ho preteso, a quel punto, di prendere visione, una
volta per tutte, del piano di emergenza già chiesto all’inizio
dell’insediamento: completo in ogni sua parte. E vi garantisco che
se per trentun anni nessuno lo aveva avuto per le mani, la richiesta
deve essere stata davvero forte. L’ho spuntata, finalmente.
Il Piano è in questa
sala, e il 28 Novembre il sig. Prefetto con il Comitato Provinciale
a Sassari lo “battezzerà” ed io sarò presente; i primi di dicembre
verrà a La Maddalena e lo illustrerà ai rappresentanti della stampa
con possibilità di evacuazioni simulate.
Quello che sono
autorizzata ad anticipare, per il momento, è che si tratta di un
piano di evacuazione per assecondare, in caso di incidente grave, un
esodo volontario e non obbligatorio…
Ciò dovrebbe far
comprendere, forse, come e perché incidenti come quest’ultimo e come
quello occorso al sommergibile Ray nel 1977 non possano creare seri
pericoli. Ma un incidente - si dirà giustamente - è pur sempre un
fattore di rischio la cui scala di valori non è, né può essere
sempre valutabile appieno. Ed è per questo che il coordinamento e la
collaborazione tra istituzioni militari e istituzioni civili devono
essere salde, continue e collaudate.
Mai e poi mai una delle
parti in causa deve accettare di fidarsi al buio dell’altra. Non si
tratterebbe di collaborazione, ma di sudditanza formale e
sostanziale: e in uno stato di democrazia sostanziale, l’Istituzione
Civile non può trovarsi in stato di sudditanza rispetto
all’Istituzione Militare. Ciò sarebbe stato incredibile quando la
Marina Militare in quest’isola teneva saldamente in pugno
l’economia, con migliaia di posti di lavoro, è alquanto assurdo che
succeda ai giorni nostri, in uno stato di sbandamento e di disarmo
generale della Marina.
Nessuno, neppure un
Ammiraglio, può permettersi, in definitiva, di tenere all’oscuro un
Sindaco su ciò che di particolarmente anomalo succede nel suo
territorio e nelle acque del suo circondario. Non siamo in guerra.
Nessuno gode di poteri discrezionali speciali.
Come Ufficiale di
Governo, di un Governo - si badi bene - che accomuna comunità civili
e comunità militari, mi ritengo parte lesa, in questa storia e per
questo motivo ho chiesto tempestivamente spiegazioni ufficiali al
Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al
Ministro della Difesa e al Ministro dell’Interno e al Ministro
dell’Ambiente che si è attivato. Una versione ufficiale mi deve
essere fornita e al più presto.
Comprendo bene che il
momento, particolarmente delicato per i drammatici fatti citati in
premessa, non consente alle Autorità Superiori di pensare ai
maddalenini e ad un sottomarino USA che urta contro uno scoglio, ma
io sono qui, ferma al mio posto, i miei concittadini sono qui,
fermi al loro posto, che attendono di sapere una ed una sola
verità ufficiale. E sulle responsabilità di chi ha gestito la
notizia con tanta superficialità, non ci fermeremo qui.
Nei giorni scorsi si
era fatto un gran parlare dello sviluppo volumetrico di cubature su
Santo Stefano.
Ritengo di avere già
espresso in maniera molto chiara il mio pensiero e quello della mia
Amministrazione su questo argomento. Gli americani non solo possono
intervenire per ristrutturare le fatiscenti cubature, ma devono
farlo, soprattutto se ciò serve per restituire efficienza operativa
e quindi lucidità e sicurezza nelle loro azioni militari, ma a una
condizione: una sola… Che nessuno si sogni di aggiungere
sconsideratamente volumetrie che non siano strettamente necessarie
ed adeguate in funzione della sicurezza ed alla restituzione della
dignità. L’ho già detto e lo ribadisco: mi si inquadri bene, per
favore, per fugare ogni dubbio. Vigileremo come non mai, perché non
ci sia aumento delle proporzioni.
Questo è il solo motivo
e la sola condizione per cui rimango al mio posto: per fugare
perplessità e tutelare con la forza dovuta questa decisione.
Gli americani sono e
restano i nostri alleati, e per molti di noi sono e restano “i
nostri amici”, ma i miei primi amici, i miei primi alleati
personali, come maddalenina e come Sindaco, sono i miei concittadini
che si sono fidati e si che si fidano di me. A loro, prima che ad
altri, devo rispondere del mio operato. E intenderò farlo, quando
sarà il momento, con la stessa serenità e con la stessa serietà, con
cui ho accettato di fare il Sindaco in questa difficile piazza. Se
qualcuno pensava o pensa di poter approfittare di questa
donna-sindaco, tra virgolette “sprovveduta” in questioni militari,
per effettuare a La Maddalena tutto quello che gli passa per la
testa, scavalcando la prassi e le leggi, ma soprattutto le più
elementari norme di buon senso e di sicurezza, si sbaglia di grosso.
Riportatelo bene in
evidenza: si sbaglia di grosso. E se la diplomazia e la buona
educazione interpersonale non servono a scongiurare certi assurdi
atteggiamenti prevaricatori, d’ora in avanti si cambierà metodo.
Il Sindaco Dott.ssa
Rosanna Giudice |