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La Nuova Sardegna

MERCOLEDÌ, 19 NOVEMBRE 2003

«L’incidente fu reso noto»
L’Us Navy: «Informammo subito la Capitaneria»
 Il sottomarino ritorna a Norfolk
 
ANTONELLO SECHI


 LA MADDALENA. L’Hartford ha lasciato La Maddalena ed è in viaggio per gli Stati Uniti. Stavolta, non è un’indiscrezione ma un comunicato della Sesta Flotta dell’Us Navy. La Marina Usa è rimasta scottata dalla valanga di proteste seguite al ritardo (due settimane) con cui in Italia si è scoperto l’incidente capitato a est di Caprera al sommergibile nucleare. Che sia così lo si capisce da una sottolineatura: «Al verificarsi dell’incidente funzionari americani hanno immediatamente informato le autorità marittime italiane». Tradotto in altre parole: noi il nostro dovere l’abbiamo fatto, avvisare le altre autorità e l’opinione pubblica italiana non spetta a noi.
 In Italia, dunque, qualcuno sapeva ma ha taciuto. Infatti, l’incidente è diventato di dominio pubblico solo il 10 novembre grazie a notizie rimbalzate dalla stampa Usa che ne ha riferito già dal 28 ottobre. Lo stesso sindaco della Maddalena, subito contattato dai giornalisti, è caduto dalle nuvole, negando che ai sommergibili di Santo Stefano fosse accaduto qualcosa. Sindaco che, saputa la verità, ha tenuto una conferenza stampa durissima nei confronti delle autorità militari, senza distinguere tra italiani e americani. La sottolineatura dell’Us Navy adesso getta le responsabilità in una sola direzione.
 L’Uss Hartford (Ssn 768), che ha la sua base a Groton (Connecticut), è partito ieri diretto alla base navale di Norfolk, dove andrà in bacino per le riparazioni vere e proprie. È partito - spiega il comunicato del comando della Sesta Flotta con sede a Napoli - «che sono state ultimate le riparazioni provvisorie al timone». Prima dell’ok al viaggio - assicura l’Us Navy - «il sottomarino ha eseguito prove in mare per accertare che le riparazioni fatte potessero garantire una traversata sicura. Inoltre, l’equipaggio ha condotto un’ulteriore esercitazione per garantire la piena sicurezza nell’esecuzione dei compiti».
 La Sesta Flotta dà ufficialmente anche in Italia una ricostruzione dell’incidente. «Il 25 ottobre alle 12.40 locali - si legge nel comunicato -, il sottomarino ha urtato leggermente i fondali durante la navigazione in superficie in acque basse, fuori dal parco nazionale a est dell’isola di Caprera. Nessun membro dell’equipaggio è stato ferito né sono state coinvolte altre imbarcazioni. L’Hartford ha fatto rientro al porto di Santo Stefano autonomamente e lì i sommozzatori hanno accertato un danno al timone e lesioni superficiali sullo scafo».
 Secondo l’Us Navy, «la tenuta stagna non è stata intaccata, né è stato minimamente pregiudicato l’impianto di propulsione del sottomarino», né c’è stata «la perdita di combustibile», né «è stato riscontrato alcun danno all’ambiente».
 L’Us Navy conferma, infine, che l’indagine dell’8º Gruppo sottomarino con sede a Napoli ha portato a misure disciplinari nel confronti di alcuni componenti dell’equipaggio e alla rimozione dei comandanti del 22º Squadrone (il commodoro di Santo Stefano, Greg Parker) e del sommergibile (Cristopher Van Metre).
 L’Us Navy minimizza gli effetti dell’incidente che ha provocato grandi preoccupazioni alla Maddalena e non solo. Non entra però nei dettagli. A proposito della lesione, dalla base è filtrata un’indiscrezione secondo la quale la parte più esterna dello scafo (che è a più strati) dell’Uss Hartford ha subìto uno strappo di circa sette metri.
 
 

 

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