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GIOVEDÌ, 20 NOVEMBRE 2003
 
Santo Stefano, l’Ulivo non molla
Arriva domani una folta delegazione di parlamentari
Attesi tra gli altri, Loddo, Folena, Minniti, Carboni e Realacci

 LA MADDALENA. È confermata per domani alle 16 nel salone consiliare del comune della Maddalena, l’iniziativa dei parlamentari dell’Ulivo sulla base di Santo Stefano. Si parlerà delle ristrutturazioni che dovranno essere fatte nell’isola ma soprattutto dei incidenti misteriosi dell’ultimo periodo, non ultimo quello del sommergibile Hartford, che ha lasciato l’isola martedì dopo le sommarie riparazione. Sono annunciati Pietro Folena, Marco Minniti e Francesco Carboni dei Ds, Ermete Realacci, Tonino Loddo e Bruno Dettori della Margherita, consiglieri regionali e sindaci della Gallura, il vice sindaco di Bonifacio.
 L’Ulivo si presenta in forze e invita i maddalenini a partecipare al confronto sul caso La Maddalena.
 Intanto, i Democratici di sinistra, e in particolar modo il gruppo consiliare Buon Vento, si dicono ancora convinti, a proposito dell’incidente del sommergibile Hartford, che il sindaco non abbia detto tutta la verità. Il capogruppo Pier Franco Zanchetta giudica un’operazione criticabile «quella che ha visto il sindaco prendersela con i vertici militari». «È troppo facile - afferma - prendersela con l’ammiraglio Carlo Saudella, quando questi oggi va via. Noi riteniamo invece che il sindaco sapesse e sappia quanto è accaduto, almeno per sommi capi. Pertanto oggi non può scaricare le responsabilità sui vertici militari soltanto, o sulle istituzioni civili che dovevano informarci. Non crediamo a una parola di quello che ci ha detto il sindaco. Continuiamo a sostenere che a bordo a quel sommergibile, che si chiami Hartford, o Oklahoma piuttosto che Dallas, è successo qualcosa di grave. Pertanto, ci appelliamo con forza a tutte le rappresentanze istituzionali affinché la verità venga fuori. Inquietudine e la preoccupazione che oggi vive La Maddalena non può esser abbandonata sull’onda di un effetto di un esplosione, piuttosto di un fasullo terremoto o addirittura di un ridicolo bang di un jet supersonico. Non solo vogliamo sapere la verità ma vogliamo che il sindaco si esponga alle proprie responsabilità».
 Stefano Filigheddu afferma che, avendo sentito le dichiarazioni del sindaco, d’ora in avanti la chiamerà «dottoressa Giudice, e non più sindaco». «Prima di essere ufficiale di governo - spiega - è il primo cittadino del paese e pertanto deve portare nelle sedi istituzionali le istanze dei cittadini, avendo lei un compito fondamentale che è quello di sostenere il diritto della gente per sapere cosa succede in città».
 Gian Vincenzo Belli, infine, critica le dichiarazioni fatte dal sindaco a proposito del piano di evacuazione. «Mi auguro di aver capito male quando ha detto che “l’eventuale danno derivante da un incidente nucleare, sarebbe circoscritto e pertanto la popolazione avrebbe la facoltà di rimanere od andare via”. Dica la verità vera».
Andrea Nieddu

 

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