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I BOTTI
DELL’ALTRA NOTTE |
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Sulla nave Emory Land c’era una
esercitazione |
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LA MADDALENA.
Molto allarme per nulla. I due botti avvertiti l’altro ieri sera
dai maddalenini che abitano di fronte alla base di Santo Stefano e
l’oscurità in cui è immediatamente piombata l’“Emory S.Land” (la nave
appoggio dei sommergibili nucleari americani) erano solo
un’esercitazione.
Ci sono volute però dieci ore prima che si venisse a sapere la
verità, non da parte americana ma italiana.
Le autorità italiane, in ogni caso, hanno appreso dell’allarme (e
dell’esercitazione) da un giornale radio che nelle prime ore di ieri
mattina ha ripreso la notizia pubblicata dalla “Nuova”.
Alla Marina italiana hanno mostrato una certa insofferenza per la
mancata collaborazione e la mancata informazione sulla esercitazione.
Sembra infatti che in un recente vertice italo-americano a livello
locale si sia stabilito che ogni azione dei militari americani debba
essere segnalata.
Proprio la mancanza di informazione è all’origine dell’inutile
allarme dell’altro ieri sera. Dopo il terremoto del 20 ottobre, le
ipotesi di esplosione nella galleria della base e l’incagliamento del
sommergibile Hartford, la popolazione è sul chi vive. I due botti, il
black out sull’Emory Land e la fotoelettrica che scandagliava il mare
intorno hanno fatto temere un nuovo incidente.
Ora si è saputo che il comandante della nave, che ha momentaneamente
preso il posto del commodoro Gary Parker, destituito in seguito
all’incidente che ha coinvolto il sommergibile, ha deciso di
effettuare una esercitazione simulando un incendio per verificare lo
stato di efficienza dell’equipaggio in caso di bisogno.
Andrea Nieddu |
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