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SABATO, 22 NOVEMBRE 2003
 
I BOTTI DELL’ALTRA NOTTE
Sulla nave Emory Land c’era una esercitazione

 LA MADDALENA. Molto allarme per nulla. I due botti avvertiti l’altro ieri sera dai maddalenini che abitano di fronte alla base di Santo Stefano e l’oscurità in cui è immediatamente piombata l’“Emory S.Land” (la nave appoggio dei sommergibili nucleari americani) erano solo un’esercitazione.
 Ci sono volute però dieci ore prima che si venisse a sapere la verità, non da parte americana ma italiana.
 Le autorità italiane, in ogni caso, hanno appreso dell’allarme (e dell’esercitazione) da un giornale radio che nelle prime ore di ieri mattina ha ripreso la notizia pubblicata dalla “Nuova”.
 Alla Marina italiana hanno mostrato una certa insofferenza per la mancata collaborazione e la mancata informazione sulla esercitazione. Sembra infatti che in un recente vertice italo-americano a livello locale si sia stabilito che ogni azione dei militari americani debba essere segnalata.
 Proprio la mancanza di informazione è all’origine dell’inutile allarme dell’altro ieri sera. Dopo il terremoto del 20 ottobre, le ipotesi di esplosione nella galleria della base e l’incagliamento del sommergibile Hartford, la popolazione è sul chi vive. I due botti, il black out sull’Emory Land e la fotoelettrica che scandagliava il mare intorno hanno fatto temere un nuovo incidente.
 Ora si è saputo che il comandante della nave, che ha momentaneamente preso il posto del commodoro Gary Parker, destituito in seguito all’incidente che ha coinvolto il sommergibile, ha deciso di effettuare una esercitazione simulando un incendio per verificare lo stato di efficienza dell’equipaggio in caso di bisogno.
Andrea Nieddu
 

 

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