Il ministro conferma che il governo
«manterrà gli impegni internazionali»
Visita di una delegazione regionale per
esaminare i progetti americani Polemica assenza del sindaco Giudice
LA MADDALENA.
Il governo Berlusconi non ha alcuna intenzione di mettere in
discussione la base nucleare Usa di Santo Stefano. Parola di Carlo
Giovanardi, il ministro per i rapporti con il Parlamento, ieri in
visita a Calangianus: «La posizione del governo è molto chiara.
Riteniamo che questioni di sicurezza nazionale, politica e alleanze
internazionali, facciano sì che gli impegni dell’Italia vadano
mantenuti, a maggior ragione in un momento in cui il terrorismo e le
sfide con cui ci dobbiamo confrontare devono portare a maggiore
coesione fra gli alleati e non ad alimentare polemiche». Giovanardi, dunque, non si fa impressionare
dall’incidente capitato al sommergigile Hartford a est di Caprera
(ufficialmente l’incagliamento sulla secca dei Monaci che ha profocato
una falla di oltre sette metri).
Né dice nulla sul contestato progetto di ampliamento della base, che
finirà comunque in Parlamento con la richiesta di una commissione di
inchieta annunciata l’altro ieri nel salone consiliare maddalenino da
Pietro Folena, rappresentante Ds nella commissione esteri della
Camera, e da altri parlamentari dell’Ulivo.
Intanto, ieri, a Santo Stefano c’è stata un nuova visita tecnica, che
segue quella di giovedì scorso tra il rappresentante tecnico del
consiglio dei ministri Donato Attuato, due ingegneri americani, fra
cui una donna, e i tre responsabili della Marina italiana alla
Maddalena (il comandante Francesco Palopoli, il colonnello del Genio
Ruggero Meneghello e il titolare, a breve, della base logistica di
Santo Stefano Franco Novell).
Questa volta è toccato ai rappresentanti della Regione, tra i quali
Gian Franco Duranti, il braccio destro del presidente Italo Masala,
nonché i direttori generali Aramu e Asunis.
Hanno incontrato il comandante della Naval support activity Gardner,
poi i responsabili della Marina italiana. È seguita una visita a Santo
Stefano, di circa un’ora, e quindi il rientro al circolo ufficiali
della Marina per discutere sul progetto che il ministero della difesa
ha presentato per la ristrutturazione e la bonifica della base.
Lo si è capito quando, in tutta fretta, sono arrivati con la
cartografia in mano i due ingegneri americani.
Di ufficiale non si sa nulla, se non della presenza dei responsabili
dell’Urbanistica regionale.
Non è improbabile che la visita serva al presidente della Regione
Italo Masala (che ha dato lo stop al progetto sostenuto dal ministro
Antonio Martino) per decidere il da farsi.
Tutto lascia credere che d’ora in avanti sarà la Marina italiana a
occuparsi di tutto.
All’incontro di ieri, si è notata la mancata presenza del sindaco o
di un suo delegato. «Dev’essere - dicono dall’opposizione - un effetto
dell’atteggiamento di rottura assunto dal sindaco nei confronti del
presidente Masala». Andrea Nieddu