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La Nuova Sardegna
DOMENICA, 23 NOVEMBRE 2003
 
Giovanardi: «La base Usa non è in discussione»
Il ministro conferma che il governo «manterrà gli impegni internazionali»
Visita di una delegazione regionale per esaminare i progetti americani Polemica assenza del sindaco Giudice

 LA MADDALENA. Il governo Berlusconi non ha alcuna intenzione di mettere in discussione la base nucleare Usa di Santo Stefano. Parola di Carlo Giovanardi, il ministro per i rapporti con il Parlamento, ieri in visita a Calangianus: «La posizione del governo è molto chiara. Riteniamo che questioni di sicurezza nazionale, politica e alleanze internazionali, facciano sì che gli impegni dell’Italia vadano mantenuti, a maggior ragione in un momento in cui il terrorismo e le sfide con cui ci dobbiamo confrontare devono portare a maggiore coesione fra gli alleati e non ad alimentare polemiche».
 Giovanardi, dunque, non si fa impressionare dall’incidente capitato al sommergigile Hartford a est di Caprera (ufficialmente l’incagliamento sulla secca dei Monaci che ha profocato una falla di oltre sette metri).
 Né dice nulla sul contestato progetto di ampliamento della base, che finirà comunque in Parlamento con la richiesta di una commissione di inchieta annunciata l’altro ieri nel salone consiliare maddalenino da Pietro Folena, rappresentante Ds nella commissione esteri della Camera, e da altri parlamentari dell’Ulivo.
 Intanto, ieri, a Santo Stefano c’è stata un nuova visita tecnica, che segue quella di giovedì scorso tra il rappresentante tecnico del consiglio dei ministri Donato Attuato, due ingegneri americani, fra cui una donna, e i tre responsabili della Marina italiana alla Maddalena (il comandante Francesco Palopoli, il colonnello del Genio Ruggero Meneghello e il titolare, a breve, della base logistica di Santo Stefano Franco Novell).
 Questa volta è toccato ai rappresentanti della Regione, tra i quali Gian Franco Duranti, il braccio destro del presidente Italo Masala, nonché i direttori generali Aramu e Asunis.
 Hanno incontrato il comandante della Naval support activity Gardner, poi i responsabili della Marina italiana. È seguita una visita a Santo Stefano, di circa un’ora, e quindi il rientro al circolo ufficiali della Marina per discutere sul progetto che il ministero della difesa ha presentato per la ristrutturazione e la bonifica della base.
 Lo si è capito quando, in tutta fretta, sono arrivati con la cartografia in mano i due ingegneri americani.
 Di ufficiale non si sa nulla, se non della presenza dei responsabili dell’Urbanistica regionale.
 Non è improbabile che la visita serva al presidente della Regione Italo Masala (che ha dato lo stop al progetto sostenuto dal ministro Antonio Martino) per decidere il da farsi.
 Tutto lascia credere che d’ora in avanti sarà la Marina italiana a occuparsi di tutto.
 All’incontro di ieri, si è notata la mancata presenza del sindaco o di un suo delegato. «Dev’essere - dicono dall’opposizione - un effetto dell’atteggiamento di rottura assunto dal sindaco nei confronti del presidente Masala».
Andrea Nieddu

 

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