| La Nuova Sardegna |
| MARTEDÌ, 25 NOVEMBRE 2003 |
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E la Corsica effettua analisi per misurare la
radioattività |
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PARIGI.
L’agenzia preposta al controllo ambientale della Corsica ha ordinato
uno studio sulla radioattività nelle Bocche di Bonificio dove un mese
fa un sottomarino americano a propulsione nucleare ha urtato i fondali
di quelle acque al confine tra l’isola di Napoleone e la Sardegna. Lo
studio è stato commissionato all’Istituto di Radioprotezione e
Sicurezza Nucleare (Irsn) che dovrebbe rendere pubblici i primi
risultati entro la fine di questa settimana. L’Office de l’Environment
de la Corse ha voluto lo studio nella speranza di tranquillizzare una
volta per tutte la popolazione dell’isola, che teme fughe radioattive
in seguito all’incidente in cui è stato coinvolto il 25 ottobre il
sottomarino americano Hartford. In uscita dalla base Nato di Santo
Stefano, in Sardegna, il sottomergibile ha urtato “brevemente” il
fondo mentre navigava in superficie in acque poco profonde non lontano
dall’isola di Caprera. La Sesta Flotta americana è stata categorica
(”Non c’è mai stato alcun pericolo nè per l’ambiente nè per le
persone. Il sottomarino è rimasto a tenuta stagna”) ma queste
rassicurazioni non sono state finora sufficienti a soddisfare gli
abitanti di Bonifacio dove il sindaco Ati Lantieri ha chiesto lumi a
Roselyne Bachelot, ministro francese dell’ecologia. Secondo gli
ambientalisti di Bonificio c’è il rischio che “i militari americani
tentino di minimizzare un problema più grave”. Di qui l’opportunità
dello studio affidato agli specialisti dell’Irsn. Nei giorni scorsi si
è proceduto a prelievi di acqua e di alghe nella zona dell’incidente
che è diventato di dominio pubblico solo a metà novembre.
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