La Giudice replica alle accuse sul
sottomarino: serve una commissione
LA MADDALENA.
«Complimenti per la fantasia con la quale si distoglie l’attenzione
dell’opinione pubblica dalle cose che la mia amministrazione ha fatto.
Forse è molto più importante parlare di sommergibili Usa, piuttosto
che della Maddalena...». Risponde così Rosanna Giudice alle accuse del
consigliere Randaccio secondo il quale il sindaco sapeva
dell’incidente al sottomarino e non l’ha reso pubblico. «E ora? Crede proprio Randaccio che succederà qualcosa?». Il
sindaco si scalda, nella sua difesa. Ha già trasmesso un telegramma di
seria preoccupazione da parte della città e sua personale al Governo,
non ricevendo però risposte. Ieri ha scritto di nuovo. «Per quanto
riguarda invece le accuse rivolte alla Prefettura, riprenderà il
prefetto. Per quanto riguarda me, confermo e ribadisco che non ho
avuto alcuna informazione né ufficiale, né informale da parte di
nessuno. So perfettamente che qualcuno, nell’intento di screditare il
sindaco, sta facendo circolare certe voci: ma che si facciano i nomi
di chi mi avrebbe informato. Che si dica alla gente in quale
circostanza questa notizia mi sarebbe stata fornita e in quale forma».
La sua prima intenzione, leggendo il giornale, è stata quella di
farsi tutelare «da un legale - spiega - ma in attesa che questo sia
possibile, mi limito a smontare pezzo per pezzo il “teorema Randaccio”».
«Penso proprio che Randaccio ci voglia prendere per il naso - attacca
-. Perché non sono stati i militari di tutte le armi e di tutte le
nazioni a depistare sempre le indagini e le inchieste di vario genere?
Vogliamo citare per tutti Ustica? E ammettiamo pure che un
sommergibile che “rientri al porto di Santo Stefano scortato da mezzi
italiani” non possa passare inosservato”. Crede davvero che il sindaco
o i suoi più stretti collaboratori siano sempre lì a spiare il sito di
Santo Stefano? Purtroppo c’è altro da fare».
Randaccio ha sostenuto che gli americani «nel giro di mezz’ora hanno
informato le autorità italiane, militari e civili». «Mi viene da
pensare che se veramente qualcuno hanno comunicato la notizia, l’avrà
fatto con il Governo per il tramite dell’ambasciata Usa, ma mai e poi
mai il sindaco di La Maddalena - chiarisce il sindaco -. Continuo a
dire che è la stessa identica situazione si era verificata nel 1977,
al tempo del sindaco Gavino Canopoli e del bicolore Dc-Psi. Anche in
quella circostanza il sindaco mentì? Ma la smetta Randaccio, che
personalmente ritenevo tra i consiglieri più moderati e più seri, di
fare affermazioni che sa di non poter in alcun modo provare, perché
non rispondono al vero. La smettano allo stesso modo le opposizioni di
cavalcare questo argomento così delicato e preoccupante per tutti,
perché, pur non mandando via gli americani, per lo meno tentano di
mandare via me. Il sindaco, però, guarda caso, esprime da tempo le sue
preoccupazioni in materia, anche senza strombazzarle sulla stampa,
così come prende le decisioni che deve prendere, in merito al
raddoppio della base Usa di Santo Stefano. Ma arrivati a questo punto,
se si vuole tutti procedere con rigore logico e scientifico - chiude -
dichiara la mia disponibilità a coordinare un comitato di saggi
(politici e no) per seguire, d’intesa e in collaborazione con il
consiglio comunale, l’intera vicenda. Ma senza primi della classe e
senza capipopolo, perché in 31 anni di vita politica alla Maddalena,
credo proprio che siano pochi quelli che possono vantare una veste
candida...». Andrea Nieddu