La Nuova Sardegna
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Il Nuovo Psi: trattare con gli Usa, senza pregiudiziali
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LA MADDALENA. Il
dibattito che in questi giorni si sta sviluppando tra le forze
politiche, sul probabile incremento della presenza americana,
attraverso il progetto di ristrutturazione del sito di Santo Stefano,
richiama ai socialisti il 1972. Lo scrivono in una nota firmata dal
segretario del Nuovo Psi Renato Allegri e Giulio Verrascina, assessore
alla portualità e al traffico. «Era l’anno in cui, per la prima volta,
la bandiera a stelle e strisce è stata issata su quest’isola. Allora i
partiti storici della sinistra italiana, comunisti e socialisti -
scrivono i due - assunsero una posizione nettamente contraria
all’insediamento della base appoggio per sottomarini a propulsione
nucleare. Organizzarono dibattiti e manifestazioni pubbliche con
relative marce di proteste. Obiettivo comune era quello di coinvolgere
tutta la città nella battaglia antiamericana, denunciando l’alta
pericolosità della presenza del nucleare sia sotto l’aspetto ecologico
e peggio ancora per ciò che poteva accadere in caso di probabili
incidenti ai reattori atomici. Argomenti questi estremamente seri e
allarmanti, che però non ebbero la capacità di sollevare la protesta
dei maddalenini. A ciò contribuì anche l’attivismo di noti personaggi
facenti parte dei partiti che all’epoca amministravano il paese.
Avviarono una subdola ma efficace campagna propagandistica, atta a
esaltare i grandi benefici economici che la presenza statunitense
avrebbe apportato in tutti i settori socio-economici dell’isola. La
storia di questi anni ci offre un quadro diverso, la pioggia di
dollari che gli imbonitori propagandavano non c’è stata. Sono
veramente pochi i cittadini che hanno usufruito e tratto vantaggi da
una presenza a dir poco ingombrante. Ora - terminano Verrascina e
Allegri - a distanza di oltre trent’ anni, si può riflettere
serenamente su tutta la vicenda, riconoscendo di aver commesso forse
all’epoca un grave errore politico. Tutta la sinistra, invece di
pronunciare un secco No ideologico e incondizionato all’insediamento
americano, avrebbe dovuto ricercare un possibile confronto con i
partiti che amministravano la città, per concordare e votare in
consiglio comunale un documento da utilizzare come piattaforma
contrattuale da presentare al governo regionale e nazionale, inserendo
in esso alcune condizioni irrinunciabili: impegni sottoscritti dalle
parti, capaci di attivare sul nostro territorio un vero sviluppo
economico. (andrea nieddu)
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