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La Nuova Sardegna
VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2003
 
Il Nuovo Psi: trattare con gli Usa, senza pregiudiziali

 LA MADDALENA. Il dibattito che in questi giorni si sta sviluppando tra le forze politiche, sul probabile incremento della presenza americana, attraverso il progetto di ristrutturazione del sito di Santo Stefano, richiama ai socialisti il 1972. Lo scrivono in una nota firmata dal segretario del Nuovo Psi Renato Allegri e Giulio Verrascina, assessore alla portualità e al traffico. «Era l’anno in cui, per la prima volta, la bandiera a stelle e strisce è stata issata su quest’isola. Allora i partiti storici della sinistra italiana, comunisti e socialisti - scrivono i due - assunsero una posizione nettamente contraria all’insediamento della base appoggio per sottomarini a propulsione nucleare. Organizzarono dibattiti e manifestazioni pubbliche con relative marce di proteste. Obiettivo comune era quello di coinvolgere tutta la città nella battaglia antiamericana, denunciando l’alta pericolosità della presenza del nucleare sia sotto l’aspetto ecologico e peggio ancora per ciò che poteva accadere in caso di probabili incidenti ai reattori atomici. Argomenti questi estremamente seri e allarmanti, che però non ebbero la capacità di sollevare la protesta dei maddalenini. A ciò contribuì anche l’attivismo di noti personaggi facenti parte dei partiti che all’epoca amministravano il paese. Avviarono una subdola ma efficace campagna propagandistica, atta a esaltare i grandi benefici economici che la presenza statunitense avrebbe apportato in tutti i settori socio-economici dell’isola. La storia di questi anni ci offre un quadro diverso, la pioggia di dollari che gli imbonitori propagandavano non c’è stata. Sono veramente pochi i cittadini che hanno usufruito e tratto vantaggi da una presenza a dir poco ingombrante. Ora - terminano Verrascina e Allegri - a distanza di oltre trent’ anni, si può riflettere serenamente su tutta la vicenda, riconoscendo di aver commesso forse all’epoca un grave errore politico. Tutta la sinistra, invece di pronunciare un secco No ideologico e incondizionato all’insediamento americano, avrebbe dovuto ricercare un possibile confronto con i partiti che amministravano la città, per concordare e votare in consiglio comunale un documento da utilizzare come piattaforma contrattuale da presentare al governo regionale e nazionale, inserendo in esso alcune condizioni irrinunciabili: impegni sottoscritti dalle parti, capaci di attivare sul nostro territorio un vero sviluppo economico. (andrea nieddu)
 
 

 

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