Scrivici

CRONACHE

ISOLANE

Link's
Home Page

 

 

 Torna alla pagina principale dello Speciale sulla Base Usa

 

SABATO, 29 NOVEMBRE 2003
 
Rischi bassi, niente evacuazioni nel piano d’emergenza nucleare
Dopo la serie recente di incidenti, ieri è stato presentato in prefettura e ora sarà inviato ai sindaci della Provincia Probabilmente sarà operativo entro la fine dell’anno
 
GIANNI BAZZONI


 SASSARI. E’ pronto il piano per le emergenze nucleari nella provincia di Sassari. Il Comitato tecnico presieduto dal prefetto Salvatore Gullotta, a conclusione di un lungo lavoro di preparazione, ha definito le misure protettive che ora passano all’esame dell’Agenzia nazionale di protezione ambientale (Anpa) che, dopo avere sentito la commissione tecnica, lo restituirà al prefetto.
 A quel punto il piano di emergenza verrà inviato ai sindaci (a essere interessati più direttamente sono quelli di Palau e La Maddalena) istituzionalmente preposti per renderlo pubblico alle popolazioni. Non sono stati ipotizzati tempi, ma è certo che le procedure ormai saranno molto rapide e che l’obiettivo di tutti i soggetti interessati è quello di rendere operativo il piano al più presto. Magari già entro la fine dell’anno.
 Dopo la riunione di ieri mattina in prefettura, intanto, cominciano a trapelare alcuni riferimenti relativi alle misure protettive. E’ emerso che il piano non prevede l’evacuazione dell’isola della Maddalena: pare che la motivazione vada ricercata nella conclusione che «non esiste un rischio tale da richiedere un provvedimento così drastico». C’è però una via di fuga, comunque garantita, per le evacuazioni volontarie. Nel senso che, in presenza di un incidente rilevante, ci può essere una parte (piccola o grande) della popolazione che decide di abbandonare volontariamente La Maddalena. E il piano di emergenza tiene conto di questa importante esigenza.
 I parametri di rischio sono stati fissati da un gruppo di scienziati che ha lavorato a lungo analizzando le situazioni presenti nel territorio nazionale e, alla fine, pare che tutte abbiano avuto la stessa valutazione. Per La Maddalena, però, c’è il fatto che ci si trova in presenza di un’isola nell’isola. Quindi la soluzione dell’abbandono volontario, da gestire all’interno del piano di emergenza, è stata codificata.
 «Il piano è giustamente sovradimensionato come garanzie - ha spiegato il dottor Pietro Farci, responsabile provinciale della Protezione civile - e proprio il massimo rispetto di tutte le esigenze ci ha portato a lavorare così a lungo. Non ci siamo mai fermati, e il tempo dedicato all’affermazione dei livelli di sicurezza non è mai sprecato».
 Il percorso del piano per le emergenze nucleari aveva cominciato il suo percorso circa quattro anni fa e la sua elaborazione ha richiesto una attenta valutazione di tutti gli aspetti tecnici e normativi. La definizione, forse, ha avuto una rapida accelerazione dopo l’incidente al sottomarino nucleare «Hartford» della marina statunitense che si era incagliato nelle secche dei «Monaci» alla Maddalena. In quella occasione la Us Navy aveva rimosso il capitano del sottomarino e il commodoro della «squadriglia sottomarini 22» (cioè il numero 1 della base della Maddalena).
 Il Comitato provinciale riunito in prefettura, ieri mattina, ha espresso soddisfazione per il lavoro portato a compimento. Per la definizione del piano di emergenza, il prefetto si è avvalso dell’apporto fornito da una serie di tecnici (oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e dei servizi sanitari, c’erano esponenti del ministero e del comando militare territoriale). Del Comitato hanno fatto parte anche i sindaci di Palau e La Maddalena, il presidente della Provincia di Sassari e docenti di chiara fama, come il professor Giuseppe Madeddu, esperto di Medicina nucleare dell’Università.
 

 

 Torna alla pagina principale dello Speciale sulla Base Usa

 

 

Scrivici

CRONACHE

ISOLANE

Link's
Home Page