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La Nuova Sardegna
 
GIOVEDÌ, 23 OTTOBRE 200
 
IL COMMENTO
I sospetti alimentati da una lunga storia di inganni
 
PIERO MANNIRONI


 Non per coltivare la cultura del sospetto, ma semplicemente per rivendicare il diritto all’esercizio del dubbio. Il fatto, prima di tutto. Sì, il fatto: perché, al di là delle interpretazioni e delle versioni più o meno ufficiali, almeno il fatto resta. Certo e inconfutabile.
 Eccolo, dunque: la notte scorsa, intorno alle 23,30, una fortissima esplosione ha fatto tremare le case alla Maddalena. Centinaia di persone si sono precipitate per strada, temendo addirittura un terremoto. Su questo, almeno su questo, non esistono dubbi.
 La domanda è inevitabile, scontata: cosa è accaduto? E qui nascono i problemi. Ma anche giustificate inquietudini che, in questo contesto, acquistano una forte valenza politica. Il perché è molto semplice. Ci troviamo infatti, incredibilmente, davanti a due risposte contradditorie. Inconciliabili. Da una parte gli americani che parlano di attività sismica, facendo addirittura riferimento a un vulcano in una fase di turbolenza, sotto le acque del Tirreno. Dall’altra, la prefettura di Sassari che invece parla del “bang” di un aereo militare che ha superato la barriera del suono.
 E’ del tutto evidente che qualcosa non torna. O meglio, sono molte le cose che non tornano. La Us Navy, per esempio, è clamorosamente smentita dai fatti: nessun sismografo italiano ha rilevato infatti attività telluriche nel Tirreno. Usando un eufemismo, si potrebbe dire che la versione degli americani è poco credibile. Sembra quasi che il loro problema sia quello di spostare l’attenzione dalla loro base navale nell’isola di Santo Stefano.
 E non poche perplessità nascono anche dalla versione ufficiale, cioè quella dell’aviogetto militare che ha infranto la barriera del suono. Possibile che, a quell’ora della notte fosse in corso un’esercitazione militare? E possibile, come riferiscono alcune fonti alle agenzie di stampa, che si sia trattato di un Mirage francese partito dalla base di Solenzara, in Corsica?
 Ma il punto è soprattutto questo: perché due versioni così diverse? Una delle due non è sicuramente vera. Ma forse tutte e due...
 A questo punto è difficile non pensare quello che tutti alla Maddalena pensano. E cioè che sia accaduto qualcosa in quella base “regalata” alla Marina degli Stati Uniti nel 1972 con un accordo segreto, mai ratificato dal Parlamento. Una base dove, è sempre bene ricordarlo, ci sono ordigni atomici e dalla quale vanno e vengono sommergibili a propulsione nucleare. Senza che esista un sistema di monitoraggio ambientale per rilevare un possibile inquinamento radioattivo. E, soprattutto, senza che esista un piano d’emergenza per fronteggiare un possibile “incidente nucleare”.
 Per dire la verità, nel 1986, l’allora ministro della Protezione civile Zamberletti disse che il piano esisteva, ma che era top-secret. Quindi, è esattamente come se non esistesse. La realtà che diventa tragico paradosso.
 La verità è che la vita di questa base, imposta con un atto di violenza istituzionale, è fatta di silenzi complici, di arroganti bugie, di mezze verità e di piccoli e grandi segreti. Uno per tutti: che fine fanno le scorie radioattive prodotte dai reattori nucleari che costituiscono il cuore dei motori dei sommergibili americani? Nessuno l’ha mai detto e forse è legittimo saperlo.
 
 

 

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