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LUNEDÌ, 19 GENNAIO 2004
 
«Radioattività, centraline in tilt»
Il ds Filigheddu: «Inattendibili i controlli fatti nella base»

 LA MADDALENA. La presenza del torio 234, l’elemento della catena dell’uranio 238 componente del combustibile nucleare che alimenta i sottomarini e che si attesta tra i 3900 e 4700 becquerels per chilogrammo, aumenta man mano che ci si avvicina alla base di Santo Stefano. Lo afferma il fisico nucleare Bruno Chareyron, responsabile del Criirad, l’istituto che ha analizzato le alghe marine al largo della Base.
 «Le misurazioni che abbiamo fatto - dice in un’intervista a un giornale francese il titolare dell’istituto di ricerche privato - mostrano che nei campioni di alghe prelevati nei pressi della base la concentrazione di torio è sette volte più elevata rispetto a quella riscontrata nei campioni provenienti dalla costa di Bonifacio».
 Le analisi dell’istituto, che hanno evidenziato nelle erbe marine livelli di radioattività quattrocento volte superiori a quelli considerati normali, sono state fatte all’indomani dell’incidente al sottomarino della Us navy, Hartford. Alla luce dei risultati lo stesso scienziato francese chiede che enti pubblici civili e militari ripetano le analisi e ne divulghino i risultati.
 Richiesta fatta anche dai Ds locali che, oltre a sollecitare ulteriori controlli sulla presenza di sommergibili a testata nucleare nella base di Santo Stefano, lanciano un altro inquitante allarme: «Le centraline di controllo della radioattività sono difettose». Stefano Filigheddu, dopo aver richiesto i dati sui rapporti dell’attività del laboratorio per il controllo della radioattività ambientale nell’arcipelago della Maddalena e dopo averli controllati, sostiene che le centraline posizionate a Santo Stefano nel comprensorio logistico, una in arsenale, una a Stagnali, una nel centro velico di Caprera, una in piazza Umberto I e una a Mongiardino (che serve solo per la raccolta dei dati della polvere) «non funzionano regolarmente, infatti dalle delibere si può notare quante volte le centraline dell’arsenale e di Santo Stefano sono rimaste bloccate. Addirittura in certe colonnine vengono staccate delle componenti elettroniche che vengono applicate ad altre per consentirme il funzionamento».
 «Io - aggiunge Filigheddu - ho assistito alla querelle sui dati emersi dal laboratorio corso e quelli della nostra prefettura. Bene, io non ho nessun dubbio, mi schiero con i corsi. È inutile che la prefettura difenda l’indifendibile. Ci sono i dati che parlano chiaro. Queste colonnine sono solo una presa in giro. I dati in possesso partono dagli ultimi tre anni e le colonnine - conferma Filigheddu - sono eternamente in avaria, ma in particolare vanno in tilt quelle dell’arsenale e quelle di Santo Stefano, e cioé quelle che dovrebbero essere le più efficienti soprattutto più interessate al fenomeno della radioattività. Chiedo al prefetto - dice Filigheddu - che quando si parla di salute pubblica si tralascino interessi nazionali, perché noi siamo un arcipelago dove ogni famiglia ha parenti affetti da tumore. Sul preoccupante fenomeno i medici di base stanno facendo un’indagine conoscitiva negli ultimi tre anni, anche perché allarmati da questi dati di mortalità.
 E proprio alla luce di questi ultimi risultati che diessini e associazioni ambientaliste, compreso il comitato spontaneo nato alla Maddalena, chiedono di fare chiarezza e di bloccare ogni ipotesi di ampliamento della base Nato a Santo Stefano.
Andrea Nieddu

 

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