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Nessuna fuga radioattiva
Ieri, 19 gennaio dal
Presidio Multizonale di Prevenzione di Sassari è stato diffuso un
comunicato in cui si smentisce categoricamente ogni possibile
inquinamento di origine radioattiva nelle acque del nostro
arcipelago. Il Presidio, che effettua con cadenze mensili analisi di
rilevamento sulla radioattività sia dell'acqua che dell'aria, ha
effettuato delle analisi straordinarie pochi giorni dopo l'incidente
al sommergibile USA, lo ha dichiarato il responsabile del Presidio
Multizonale di Prevenzione Dott. Giuseppe De luca.
Il fisico Dott.
Franco Pinna ha stillato una dettagliata relazione tecnica delle
analisi effettuate, e le ha confrontate con quelle effettuate, quasi
contemporaneamente dal CRIITRAD (ente di ricerca francese i cui
risultati delle analisi i cui risultati sono apparsi sulla stampa)
che escludono anch'esse a priori un grave inquinamento radioattivo
dell'ambiente.
L'equivoco
(provocato forse dall'astuta malafede di qualcuno) sarebbe nato
quando alcuni organi di stampa nazionali e locali hanno riportato
solo alcuni passaggi della relazione creando, confusione e
incertezza nell'opinione pubblica.
Il Dott. Pinna è
concorde nella relazione fatta dall'istituto francese, ed è giunto a
tali conclusioni facendo le seguenti considerazioni:
1) Le matrici
campionate sono diverse dalle nostre. Noi analizziamo Posidonia
Oceanica (che erroneamente definiamo alga in quanto è una pianta
marina), mentre loro analizzano tre specie differenti (Laminaria
digitata, focus serratus, e chondrus Crispus);
2) Loro
esprimono i valori di attività in Bq/Kg di peso secco, noi invece
gli esprimiamo in Bq/Kg di peso fresco (tra l'altro effettuiamo
l'analisi sul campione non essiccato). In pratica se noi
essiccassimo l'aliquota da analizzare, circa un Kg, otterremo un
peso secco di 200 ÷ 300 g
e quindi ad una attività di 120 Bq/Kg di peso fresco
corrisponderebbe un'attività di circa 480 ÷ 600
Bq/Kg di peso secco. Il dato è del tutto simile
ai risultati ottenuti dal CRIITRAD nei campioni prelevati nei punti
A1(loro dicono Punta Fico, ma nella cartina sembra essere Secca dei
Monaci, dove in realtà è avvenuto l'incidente, che loro dicono che
sia avvenuto in prossimità del Ponte di Caprera?!?), D1 e D2 (pelle
delle coste della Corsica;
3) Per quanto
riguarda i valori anomali riscontrati dal CRIITRAD nei punti A3
(punta testiccioli, nella, nella costa ovest dell'isola di La
Maddalena) e A5 (presumibilmente nella rada di Santo Stefano, vicino
alla nave?!?), non danno particolari indicazioni come si indicherà
di seguito. Infatti il punto A3, nel quale sono stati misurati 4700
Bq/Kg di peso secco (presumibilmente circa 1500 Bq/Kg du peso
fresco) è un punto di ZERO rispetto alla base americana e al luogo
dell'incidente, tenuto conto anche della circolazione delle correnti
marine nella zona. Tra l'altro non interessato neanche dalle rotte
di avvicinamento e di allontanamento dei sottomarini a propulsione
nucleare. Oltretutto in questi due punti sono state prelevate solo
le cosiddette alghe rosse, mentre negli altri sono state prelevate
sia alghe rosse che alghe verdi o solo alghe verdi. Vorrei precisare
(dice il Dott. Pinna) che in natura sono noti i fenomeni di accumulo
di alcuni radioiscotopi naturali e/o artificiali da parte di alcune
specie vegetali o animali. Ad esempio alcune specie dei muschi e
licheni del Nord Europa tendono a concentrare in maniera
significativa proprio l'Uranio 238, nucleo padre del Torio 234, con
conseguenze per la popolazione di queste zone, in quanto i daini
(che fanno parte della loro catena alimentare) si nutrono di questi
vegetali e si accumulano nelle loro carni quantità significative di
Uranio 238. Per quanto riguarda le alghe rosse potrebbero avere
fenomeni di accumulo particolari, ma nelle varie analisi da noi
effettuate su campioni di pesce stanziale non si è comunque
evidenziato un accumulo di Torio 234, in quanto queste alghe rosse
non farebbero parte della catena alimentare locale. Verranno seguiti
approfondimenti su diverse tipologie di alghe come fatto da CRIITRAD,
ma il tutto richiede del tempo" conclude il Dott. Franco pinna.
In ogni caso
tutti i rilievi fatti dall'Area Fisica G.A, per quanto concerne le
reti di rilevamento in aria, acqua, nonché i campioni di alghe e
sedimenti (questi ultimi campionati con frequenza mensile), portano
ad escludere possibilità di rilascio di sostanze radioattive in
quanto non si rileva una serie di radionuclidi artificiali che
dimostrerebbero eventi di questo tipo.
Augusto Zedda
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