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MERCOLEDÌ, 21 GENNAIO 2004
 
Base Usa, martedì il dibattito
Cogodi: «A decidere non può essere solo la giunta»
E il caso La Maddalena approda in Parlamento con un’interrogazione proposta da Carboni
 
SIMONA DAMIANI


 CAGLIARI. Il caso La Maddalena, con tutti gli interrogativi che ancora si porta dietro, arriva nell’aula del consiglio regionale e in quella di Montecitorio. Il dibattito nell’aula di via Roma è già stato fissato: martedì prossimo, su richiesta delle opposizioni, sarà aperto dalla relazione del presidente della giunta Italo Masala. Anche alla Camera la discussione è stata sollecitata dal Centrosinistra: i cui deputati, tra cui numerosi sardi, hanno presentato un’interpellanza urgente.
 Le rassicurazioni fornite da Masala nella conferenza stampa con il sindaco della Maddalena, Rosanna Giudice, non sono evidentemente bastate a tranquillizzare le opposizioni. Ieri, nella conferenza dei capigruppo del consiglio regionale, presieduta da Efisio Serrenti, non ci sono stati contrasti. La conferenza dei capigruppo ha deciso che dopo la relazione di Masala vengano discusse mozioni e interpellanze. Rinviato quindici giorni fa, il dibattito sul caso base Usa-rischio nucleare era infatti già iscritto al primo punto dell’ordine del giorno dell’aula. Il capogruppo di Rifondazione comunista, Luigi Cogodi, ha sostenuto che a decidere sia l’assemblea sarda, non solo la giunta. «Si tratta - ha spiegato - di un’autentica emergenza perchè è sicuramente folle che il presidente della Regione pensi di poter avallare la permanente violenza di una brutale imposizione esterna che ingiustamente si potrae sin dal 1972. Oggi, invece, bisogna bloccare, con tutta la forza politica e morale di cui si dispone, la torbida manovra di trasformare una dichiarata base-appoggio per sommergibili a propulsione nucleare in vera e propria nuova base militare». Secondo Cogodi, anche in riferimento ai rischi di inquinamento, «è necessario esprimere in Sardegna la stessa carica di contestazione istituzionale e sociale che si è manifestata contro il tentativo di accumulo delle scorie nucleari e dei rifiuti tossici».
 Alla Camera l’interrogazione è stata presentata su iniziativa del diessino Francesco Carboni. Hanno firmato anche altri deputati sardi: Antonello Cabras e Pietro Maurandi (Ds), Salvatore Ladu, Antonello Soro e Tonino Loddo (La Margherita). Dopo aver elencato i fatti di cronoca (incidente del sommergibile, mancate risposte del governo e delle autorità militari alle numerose richieste di chiarimento, i dati sull’inquinamento diffusi dal fisico nucleare Chareyron smentiti dalla Asl di Sassari e avvallati da Regione, Provincia e Comune che però non hanno fornito altri dati), gli interroganti hanno posto otto domande al governo: se i ministri dispongono dei dati della Asl di Sassari, se dispongono dei dati antecedenti al 1972, per quale ragione i dati non vengono resi noti, perché non è stata diffusa la notizia dell’incidente al sommergibile nucleare, perché è stato consentito agli Usa di portare da sei a dodici il numero degli alimentatori, se sono state fatte le verifiche di sicurezza ambientale, se conosce i dati del fisico francese e, infine, quali iniziative intende assumere per impedire l’installazione di altre strutture a rischio di emissioni radioattive nell’isola di Santo Stefano e per tutelare la salute pubblica.
 

 

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