La Nuova Sardegna
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«È successo qualcosa di sicuro Ora
vogliamo sapere la verità» |
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E a Roma intanto i Democratici di
sinistra chiedono spiegazioni al ministro della Difesa Antonio Martino
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| ANTONELLO SECHI |
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LA MADDALENA. «Lì dentro qualcosa è successo, ma non ce lo diranno
mai». Sentita più volte, ieri, alla Maddalena. Il qualcosa è la causa
del mezzo terremoto che quattro sere fa ha buttato giù dai letti i
maddalenini che erano già a dormire e spaventato gli altri. “Lì
dentro”, sono i 18 chilometri - dicono - di gallerie dell’isola di
Santo Stefano. Quelli che dovrebbero parlare, l’Us Navy e la Marina
italiana. Che non parlano. Negano esplosioni ma niente di ufficiale.
Alla Maddalena sono pochi quelli che si accontentano e molti quelli
che chiedono chiarezza. La verifica potrebbero farla la Commissione
difesa o il ministro Martino. I Ds ne chiedono l’intervento.
Che cos’è accaduto alle 23,30 di lunedì sera quando alla
Maddalena (ma anche a Palau, Arzachena, Santa Teresa e Olbia) hanno
tremato le case, si sono spostati i letti e gli armadi, e hanno
oscillato i lampadari? Stefano Filigheddu, consigliere comunale dei
Democratici di sinistra, ha denunciato che a Santo Stefano è esploso
un enorme compressore che aveva il compito di tenere costante la
temperatura delle armi immagazzinate nel ventre dell’isola.
Il giorno dopo, alla Maddalena, la preoccupazione è palpabile. Che
sia come dice il consigliere o che sia altro ci si aspetterebbero
chiarimenti, magari una conferenza stampa per dimostrare il contrario.
E invece niente. La Marina militare italiana non rilascia
dichiarazioni ufficiali. Il capo di stato maggiore Francesco Palopoli
si limita a un telefonico «ho già smentito». Non parla in modo
ufficiale neppure l’Us Navy, la marina americana, che l’altra sera
aveva attribuito la scossa a un vulcano sottomarino, anche se poi è
risultato che nessun sismografo ha registrato niente del genere.
Da una fonte vicina ai militari della base appoggio per i
sommergibili nucleari Usa si ottiene comunque qualcosa: «Da noi non è
successo niente». E nelle gallerie è accaduto qualcosa? «Non sono di
nostra competenza».
Le gallerie di Santo Stefano, in effetti, sono della Nato. Si sa che
l’Us Navy le utilizza ma che sono presidiate da militari italiani.
Domanda: quella frase sulla competenza, apparentemente sibillina, è la
semplice constatazione di un dato di fatto o un lavarsene le mani?
Inutile chiederlo.
Come è inutile chiedere spiegazioni sulle panne antinquinamento
piazzate davanti a Santo Stefano il mattino successivo al grande
botto. Secondo Stefano Filigheddu, si stavano preparando a
circoscrivere l’inquinamento dei liquidi refrigeranti del compressore
esploso. La fonte Usa parla ancora di esercitazione. In giro per La
Maddalena, tuttavia, non si trova nessuno che dica di ricordarne altre
simili.
Rosanna Giudice resta ferma sulla spiegazione del «bang» di un aereo
supersonico ottenuta dalla prefettura. Al mattino il sindaco non è in
municipio, è a Roma dal ministro dell’Ambiente Altero Matteoli insieme
al presidente del parco nazionale. Al pomeriggio, quando rientra, è
una furia. Dice: «È stato solo il rumore assordante e metallico di un
caccia, non c’è stata esplosione. Perché non si crede più allo Stato?
Questo è procurato allarme. Chi l’ha detto dovrà assumersene la
responsabilità». Il sindaco presenterà denuncia.
Più dubbiosi altri esponenti del centrodestra. Piazza Garibaldi è un
crocevia, li si incontra tutti lì. Giulio Giudice, consigliere
provinciale di An, non crede al sindaco: «Dice tante cose... Quelle
panne, perché le hanno messe?». Ne approfitta per ribadire il no
all’ampliamento della base Usa: «È tutto abusivo, gli americani qui
non pagano nemmeno Ici, Iva e Bucalossi. La Maddalena non ci guadagna
niente». L’assessore comunale Claudio Tollis non sembra invece troppo
preoccupato. Ma ammette: «È necessaria una spiegazione ufficiale,
scritta, di ciò che è accaduto». Il vicesindaco Luigi Piredda cerca di
sfuggire alle domande, non vuole guai in maggioranza. Ma anche lui
alla fine ammette che bisogna fare chiarezza. Come Chicco Tirotto, del
resto, anche lui del centrodestra ma in minoranza: «Qualcosa c’è
stato, l’hanno sentito tutti. Non credo all’esplosione del
compressore. Bisogna verificare».
Chi dubbi sul da farsi non ne ha è Pierfranco Zanchetta, capogruppo
dei Democratici di sinistra: «Abbiamo chiesto ai nostri parlamentari
di attivarsi. La Commissione difesa deve venire subito a fare
verifiche all’interno della galleria. La gente della Maddalena è molto
preoccupata. E il Parlamento deve intervenire subito anche
sull’illegittimo ampliamento della base».
L’appello è già stato raccolto, almeno per l’esplosione. Ieri
pomeriggio, tre senatori Ds (Nieddu, Murineddu e Caddeo) hanno
presentato un’interrogazione in commissione al ministro della Difesa.
L’approccio per ora è prudente. Ad Antonio Martino vengono chieste
delucidazioni sulla scossa che ha colpito La Maddalena e sulle notizie
che coinvolgono Santo Stefano.
Alla Maddalena, la preoccupazione per il gran botto di lunedì sera e
quella per l’ampliamento della base si sono saldate. Lucia Spanu,
presidente di Italia Nostra, non alza i toni ma il discorso è
inequivocabile: «C’è un cambiamento nelle coscienze, la gente è
preoccupata. Non siamo antiamericani, sono qui da trent’anni e li
abbiamo accettati. Ma non ci sono più guerre fredde e l’isola oggi
vuole crescere con l’ambiente e il turismo. E invece non sappiamo
niente né dell’ampliamento né, adesso, di questo episodio. Le
istituzioni e gli enti che hanno gli strumenti dicano esattamente che
cosa è successo. Dobbiamo liberarci dal sospetto, si abbia il coraggio
di fare chiarezza». Gianluca Lioni, il giovane presidente della
Margherita, gira la domanda a Rosanna Giudice: «Non deve accontentarsi
di una versione dei fatti non soddisfacente». Ciò che va fatto
praticamente lo dice l’ex sindaco Giuseppe Deligia: «Dicono che è
stato il bang di un aereo? Bene: gli aerei partono e atterrano da
qualche parte, e devono avere qualcuno a bordo. Non è difficile
stabilirlo. Sindaco e prefettura siano più chiari: ci dicano di quale
aereo si trattava e a che ora è transitato sulla Maddalena».
(ha collaborato Andrea Nieddu) |
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