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10 Febbraio 2011

Il Bunga Bunga… una proposta intelligente

Di Giancarlo Fastame

Un gruppo di maddalenini, che intende rimanere riservato, ci ha comunicato:

Siamo qui per presentarvi un’iniziativa che può risolvere molti dei problemi che attanagliano la nostra economia.

È sotto gli occhi di tutti l’evidenza che non c’è stato alcun passaggio dall’economia precedente (basata su un mix di turismo stagionale che si innestava su una base costante sufficientemente florida, derivante dalle attività della Marina Militare e della U.S. Navy) a quella del turismo roseo.

Non è vero che la riconversione sia fallita: non è mai iniziata. Il brindisi per la dipartita della U.S Navy è stato di cattivo auspicio: era inevitabile che questo brindisi dovesse portarci ad anni di fallimenti, semplicemente  perché mancava del tutto un piano di riconversione, un piano di sovrapposizione tra le attività cessanti e le attività emergenti. Quel che qualcuno è riuscito a dire al Commodoro americano, offendendolo e facendoci passare per accattoni, è stato: restiamo amici, vi aspettiamo, e tornate col portafoglio pieno di dollari.

Ancor peggio si è presentata l’operazione G8: era da subito evidente che non era finalizzata al nostro sviluppo. Rastrellare più di 300 milioni di Euro dai Fondi FAS regionali, toglierli alle aree di Porto Torres, di Ottana, del Sulcis Iglesiente, dei pastori delle arre interne, per realizzare opere inutili tramite una cricca sfuggita al controllo è stata la peggiore operazione economica prodotta in Italia negli ultimi 150 anni di Unità. Attualmente le residenze e i posti barca dei beni interessati sono dichiarati in vendita dai concessionari, che potrebbero ricavarne un profitto enorme, pari a circa 400 milioni di Euro (ma allora perché la stessa vendita non viene effettuata direttamente dalla Regione, attuale proprietario?) .

Era considerato ovvio che con tutti quei soldi qualcosa sarebbe rimasto per la nostra economia: così non è stato né per le imprese, né per gli artigiani, né per il commercio, né per i disoccupati. Per qualche ristoratore sì.   

Consci di questa situazione ci siamo posti una domanda: cosa possiamo fare noi per migliorare la nostra economia? È subito emerso che l’obiettivo era di realizzare un’iniziativa che si reggesse per tutto l’arco dei 12 mesi, che fosse da noi gestita, senza aspettare che ci venisse regalata dall’alto, che potesse dare una risposta concreta in termini di ricadute di posti di lavoro e di indotto. Abbiamo anche pensato che fosse per noi doveroso utilizzare l’ex-Ospedale militare, inattivo e in decadimento da due anni, prima che decadesse per incuria.

Dopo aver deciso l’iniziativa, abbiamo quindi registrato il marchio e l’idea, al fine di tutelare i nostri diritti di primogenitura (che qui pubblicamente rivendichiamo), e attualmente siamo nella fase di preparazione delle richieste necessarie per l’avvio dell’attività.

Abbiamo pertanto il piacere di comunicarvi che intendiamo avviare due iniziative:

Giancarlo Fastame

 

 

 

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