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Discarica La Maddalena

                   Zecche

 

       I LETTORI CI SCRIVONO

 

Gentile Francesco, ti preghiamo di pubblicare in “Velina” quanto segue. Salvatore Mariolu e Marco Avolio.

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Cari amici, detto fatto ! Il vostro bellissimo intervento è di stretta attualità e merita senz’altro la pubblicazione urgente in “codice rosso” dato lo stato gravissimo del paziente-ospedale “Paolo Merlo”. Entrambi sapete bene quanto io sappia cosa voglia dire sapere di poter contare sulla "nostra" struttura e sulla professionalità ed umanità di persone come voi due e, più in generale, di tutti gli operatori sanitari.

Ho scritto "nostra" struttura perchè la sento anche mia, mi sia consentito di dirlo,  in quanto quale debbo alla stessa ed alla professionalità degli operatori di tutti i reparti, la vita di mia moglie e mia figlia. Sappiate che potrete sempre,comunque e dovunque contare sul mio appoggio ed avvalervi, quando lo riterrete necessario, della mia umile e spero utile, opera di divulgazione.

Francesco "Segnalatore" Vittiello

La gestione delle urgenze e delle emergenze sanitarie, per favore, lasciatela ai Medici.

di Salvatore Mariuolu e Marco Avolio

Iniziative, interferenze e suggerimenti non richiesti, forniti da persone più o meno male-informate dei fatti, generano solo confusione nei cittadini, false aspettative, falsi miti e falsi eroi.

Quanto successo nei giorni scorsi ( un caso di urgenza con successivo trasferimento in altra sede ) ci dà l’occasione per portare a conoscenza di tutti i cittadini metodi e modalità utilizzate nei casi di urgenza o di emergenza sanitaria.

Di per sé l’agire con rapidità, da solo, non rappresenta un valore positivo assoluto. Anzi! E’ essenziale invece che  esso venga preceduto sempre dalla conoscenza accurata del problema e l’individuazione dei percorsi e dei mezzi più adatti per risolverlo. Per individuare e programmare i quali si è lavorato a lungo, coinvolgendo le diverse strutture e i molti operatori che intervengono in queste circostanze.

L’iniziale inquadramento del caso clinico ( raccogliendo le notizie del caso, eventuali precedenti, terapia in corso ecc) , l’acquisizione dei parametri vitali necessari per correggere immediatamente i deficit emergenti, e avere i valori di riferimento necessari per il monitoraggio successivo, richiede del tempo.

Applicare gli strumenti, ottenere uno o più accessi venosi eseguire prelievi e gli esami preliminari richiede del tempo.

Eseguire un successivo controllo radiologico ( una TAC per esempio), trasferire eventualmente le immagini radiologiche ( con un sistema  di telemedicina in dotazione a questa Azienda Sanitaria) allo Specialista Neurochirurgo che“ne prende visione” e, dopo aver acquisito i dati clinici raccolti col massimo scrupolo dal medico in loco, produrre una consulenza “a distanza”, anche questo richiede del tempo.

Questo è Tempo speso bene.

Lasciare gli operatori in condizioni di tranquillità emotiva ( sempre relativa in queste drammatiche circostanze) non solo è utile ma è addirittura necessario per conseguire il risultato che tutti auspichiamo.

Al contrario sbraitare, insultare, ergersi a maestro senza averne titolo alcuno,  pretendere attenzioni esagerate  a discapito di quelle necessarie al paziente in un momento così delicato per lui, minacciare eventuali ritorsioni,  non solo rende tutto più difficile ma occupa del tempo.

Tempo speso male.

 

La destinazione, i percorsi e  i mezzi necessari al trasferimento sono già predisposti perché  precedentemente individuati in maniera condivisa con il Servizio 118 Regionale, che gestisce tra le altre cose anche l’elisoccorso.

Quindi in caso di emergenza si dà corso a quella che chiamiamo “ catena del soccorso”  che in quanto tale prevede la continuità operativa dalla presa  in carico del paziente ( o da parte del 118 territoriale o  direttamente in ospedale), stabilizzazione in loco,  accompagnamento con il  mezzo ritenuto più conveniente dai medici rianimatori ( affidandolo direttamente al collega rianimatore nel caso dell’elisoccorso)  alla destinazione precedentemente convenuta   ( già allertata ed informata del caso);  tutto senza che ci sia la benché minima soluzione di continuità.

Questa linea continua deve rimanere protetta: qualunque interferenza, dispersione di energie o ridondanza di richieste procura difficoltà aggiuntive e potenziali pericoli per il paziente e per la buona conduzione dell’operazione.

 

La scelta del mezzo di trasporto utilizzato dipende dalle condizioni cliniche del paziente, dal tipo di problema in atto, e da altri fattori contingenti (condizioni meteo in particolare), conservando il trasporto  aereo per le condizioni davvero emergenziali, in considerazione della limitata disponibilità del numero dei velivoli impegnati nei soccorsi in un territorio molto vasto come quello regionale; e con la nota limitazione dell’impossibilità del volo notturno.

 

Gestire qualsivoglia emergenza,  assumendo iniziative estemporanee e “in solitario”, senza possedere nessuna informazione attendibile né delle circostanze che l’hanno generata né delle condizioni di carattere medico, attivando richieste di improbabili  voli militari notturni senza conoscere i meccanismi che stanno alla base di queste operazioni, né i tempi operativi ( sarebbero occorse almeno  5 ore – ben oltre i normali tempi di percorrenza su strada ), che pur se motivate dalle migliori intenzioni, da chi peraltro è preposto alla salvaguardia della salute della propria comunità, ingenera nei cittadini una enorme confusione e denota come minimo la mancanza di una pianificazione di intervento in un caso peraltro di “semplice” emergenza individuale (figuriamoci in caso di calamità collettiva).

 

Analoghe e più gravi situazioni vengono normalmente  affrontate dal nostro ospedale senza bisogno né di platea né di relativa claque. Perché questo è il nostro lavoro, che abbiamo scelto e per cui ci siamo preparati. Come noto a tutti ( o quasi) è un lavoro delicato e difficile che richiede dedizione, preparazione, fermezza e serenità di animo. 

Noi ci impegnamo per le prime. Per il resto confidiamo nella Vostra  comprensione.

 

Salvatore Mariolu – Marco Avolio

Pronto Soccorso Ospedale di La Maddalena

                       --- In merito all’articolo “Discarica La Maddalena” ---

1) Caro 'segnalatore',

non rispondo alla tua disamina su 'Discarica La Maddalena' perché non posso rispondere. Ripeterei esattamente l'analisi che tu hai fatto sulla situazione dell'Isola, quindi non so risponderti. Il tuo commento non l'ho neppure letto completamente, non sono arrivato in fondo: l'ho accettata a scatola chiusa. Sai che questa è una manovra azzardata, una sottolineatura pericolosa, ma l'ho fatto. Concordo su tutto, specie su quelle frasi che hai messo in grassetto e che sono un buon resoconto instant glance di quello che siamo stati, siamo e saremo, ahimé, in futuro. Anzi, ora che ci penso, aggiungerei un'altro paio di palate di un altro male "in cui da sempre si dibatte la nostra comunità": la leggerezza becera e l'infingardaggine! N.F.

2) Se ci fosse stato un governo di centro sinistra e la Protezione Civile, circondata dalla stessa cricca, con politici di turno al seguito e soldi sottratti alla collettività, probabilmente non sarebbe stato l’Espresso a rovinarci l’estate, ma Panorama, o altre fonti mediatiche del centro destra, con la stessa insensibilità per noi, già dimostrata col repentino dirottamento del G8 ! Parole sante le tue e quelle di M.dP.,  e non penso ci sia bisogno di un disegno per spiegare agli isolani che sarebbe ora di svegliarsi, abbandonando i conflitti (più o meno personali!) intestini. Ciao ! P.E.

3) Ciao Francesco, ho saputo e giro a te la notizia che a breve ci sarà azione legale nei confronti dell'articolista dell'Espresso. Un salutone e continua a segnalare ! P.P.P.

4) Caro Francesco, sulla questione dell'Arsenale, penso che tra gli articoli dei tempi
della marina americana a quelli di oggi, ci siano delle differenze sulla veridicità delle accuse, anche se i risultati sulla pubblicità negativa verso il nostro amatissimo arcipelago, probabilmente, sarebbero gli stessi. Troppo scandali, troppe notizie, troppe indagini (spesso le notizie sottobanco arrivano dagli stessi amici politici degli indagati), per non esserci una parte di verità. E' vero che il mare intorno all'Arsenale era pieno di rottami (un centinaio di anni di lavori, 2 guerre, etc et), tutti quelli che ci hanno lavorato potrebbero confermarlo, ma dare la colpa alla marina mi sembrerebbe alquanto ingiusto. Altrettanto non direi per le opere di bonifica attuali. Se spazzatura è stata trovata, qualche cosa di vero c'è, visto le notizie troppo pompate date in precedenza sulla colossale bonifica. Inoltre, ai tempi della marina, non usciva fango nero e alghe e pesci erano abbondanti (qualche pescatore abusivo aveva l'abitudine di sistemare le proprie lenze in questi posti per la facilità con cui si catturavano prelibate prede).

Quindi i casi sono questi:
1) O i lavori di bonifica sono stati eseguiti male (probabile)
2) O qualche abusivo ha sporcato nottetempo per fare dispetto ed articolo (improbabile)
3) O nei lavori di bonifica, alcuni prodotti altamente inquinanti sono stati interrati nelle aree oggetto dell'indagine e questi, dopo qualche tempo, restituiti al mare (poco probabile ma non impossibile)

Tutto il resto, dovrebbe passare in maniera meno pubblica dalle aule giudiziarie, senza fare un processo alle intenzioni dalla quale il primo imputato è il nostro amatissimo arcipelago. Tore

                                                                  Il commento

Ringrazio tutti gli amici intervenuti e mi scuso se non mi è stato possibile pubblicare le lettere di tutti per questioni di spazio. Ognuno di voi ha offerto degli spunti veramente interessanti che, spero, facciano riflettere anche chi, come lo struzzo, in caso di pericolo invece di affrontarlo preferisce mettere la testa sotto la sabbia e far finta di nulla !

Francesco “Velina” Vittiello

--- SULLA DISINFESTAZIONE DI CAPRERA ---

Carissimo Francesco,

leggo sempre con molto interesse le e mail che giornalmente invii, ed oggi ho visto che hai pubblicato la mia lamentela riguardo al parco giochi di Padule. Oggi sono qui a farti presente una cosa che mi è capitata proprio ieri. Per la prima volta quest'anno ho avuto la disgrazia di portare la mia bambina al mare.  Abitando a Moneta per me il posto piu vicino e naturalmente Caprera, e li sono andato. Scelta più sbagliata non potevo farla. Spiaggia di Porto Palma, mare pulito e mare poco profondo, l'ideale per portarci una bambina di 5 anni. Sistemiamo gli asciugamani e neanche dopo 5 minuti mia moglie mi chiama per farmi vedere alcune bestioline che camminavano sopra gli asciugamani. Decine di zecche ricoprivano l'asciugamano in meno di 5 minuti. Naturalmente siamo subito scappati via e pensiamo di non mettere mai più piedi ne in quella spiaggia ne tanto meno a Caprera. Questo mio sfogo non per andare contro qualcuno (sarà coscienza delle persone preposte a mettere fine a questa vergogna) ma semplicemente per avvertire sia i Maddalenini che i turisti che le spiagge di Caprera sono altamente pericolose alla salute in special modo per chi ha bambini molto piccoli Puoi benissimo pubblicare la mia firma, non sono avvezzo a mimetizzarmi dietro una e mail. Ringraziamenti Mario Pirredda

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Caro Mario,

innanzitutto desidero ringraziarti per il tuo coraggio CIVILE per aver segnalato il problema autorizzandomi espressamente a pubblicare le tue generalità. Come più volte ho scritto le zecche sono oramai endemiche a Caprera ed appare evidente che la disinfestazione della quale avevamo avuto notizia dal Presindente del Parco o non è stata fatta a Porto Palma – Due Mari  oppure è stata fatta male ! Le zecche, come già detto, sono oramai diventate endemiche a Caprera e, senza entrare nel merito scientifico del perché quest’anno ve ne siano così tante, è di tutta evidenza che se non si cattureranno o, meglio ancora abbatteranno, io non ho paura a pronunciare questa parola, i cighiomaiali di Caprera di zecche ve ne saranno sempre di più !

Detto questo e visto che anche a La Maddalena, in pieno centro, sono stati notati gli schifosi parassiti, mi chiedo e chiedo all’assessore competente, presumo sia la Signorina Maria Pia Zonca, se dopo mia prima segnalazione (di oltre una settimana fa) si sia interessata presso il dirigente preposto della Provincia (i dirigenti sono sempre in servizio nonostante le elezioni e quindi non possono essere addotti, eventualmente, come scusa) per richiedere interventi urgenti di disinfestazione sia per le spiagge più frequentate dell’isola sia per i vari quartieri della città e quali siano le determinazioni. In parole povere … faranno o no interventi di disinfestazione ? E se si QUANDO ???

Caro Mario, perdonami, ma se ti aspetti che la coscienza delle persone che dovrebbero tutelarci faccia da sè è una pia illusione e credo invece  che con la vita delle persone, soprattutto con quella dei bambini, non ci si possa permettere il lusso di rimanere inerti ad aspettare il suo rigurgito ! A questo punto, le risposte le noi cittadini le pretendiamo !

Per quanto ci riguarda continueremo ad essere vigili e, senza timori reverenziali, soprattutto in casi come questo, non faremo sconti a nessuno !

Francesco “Segnalatore” Vittiello

 

 

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